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Valutare la scuola, auto-valutare AGe

Ritorna di attualità il tema scottante della valutazione del servizio offerto dalle nostre scuole  e di conseguenza il ruolo dei genitori  conquista spazi sempre maggiori nei sondaggi.  Intendiamoci, ciò non è frutto di un’elargizione della scuola ma piuttosto della consapevolezza di una necessità della nostra società.

Sono stati necessari grandi sforzi per ottenere un minimo di considerazione e le cause sono abbastanza comprensibili se si conoscono i concetti di qualità e del processo di valutazione.

Prendiamo qualche esempio per fissare una premessa.

E’ semplice misurare la qualità di un prodotto perché i parametri caratteristici sono fisici. Anche la qualità di molti servizi sono ben quantificabili: una società di trasporti può misurare la qualità riferendosi alla puntualità di consegna, alla quantità di danni causati alla merce e così via.

Il problema sorge quando il servizio reso non è numerabile, o almeno non lo è facilmente, come nel caso in cui esso è basato sulle relazioni e su vari fattori ideali, come l’educazione, la socialità  etc. Questi aspetti non sono oggettivamente numerabili.  D’altra parte ciò non può essere una giustificazione per la scuola perché non si possano tracciare dei criteri ed applicarli, sebbene ciò sia complesso. Spesso è necessario  costruire delle correlazioni in modo indiretto, inverso e statistico.

Per chiare, è possibile per esempio esprimere la qualità sulla base della statistica dei successi scolastici e risalire ai fattori che hanno causato il risultato, con tutta le difficoltà del caso.

Pochi concetti però sono ormai assodati.

·        Esistono dei parametri di misurazione del servizio a cui il mondo della scuola non può sottrarsi;

·        essi non si limitano a fotografare  il successo scolastico ma anche la qualità delle relazioni interne alla scuola in cui sono inclusi i genitori in primis;

·        ciò impone la raccolta sistematica oggettiva e statistica del parere e della percezione dei genitori

·        Le scuole si devono comparare tra loro nel medesimo territorio come scientificamente ha impostato l’INVALSI

·        I dati devono essere pubblici per conferire realmente all’utenza di poter scegliere.

 

Facile dire cosa debbano fare gli altri, pensereste.

Il fatto è che anche AGe Lombardia ha cominciato ad auto valutarsi ponendo sul proprio sito il primo sondaggio, di una serie sistematica di questionari a cui tutte le associazioni locali sono chiamate a rispondere.

Perfino AGe a cui aderiscono liberamente e spontaneamente i genitori si sottopone seriamente alla valutazione, la quale non è vissuta come un problema ma come elemento vivificante di maturazione e vicinanza a ciascun associato.

Non si è nascosta dietro le difficoltà che pone una misurazione di questo tipo, fatto di elementi ancor più intangibili della formazione di un bimbo e di un ragazzo. Non vengono in soccorso criteri numerici a cui affrancarsi nel processo di auto-valutazione. Non esistono dati statistici di genitori bocciati o promossi. Non si può misurare la maturità e la bontà dei nostri figli. Quindi il risultato a cui tendere è sfuggente nel dominio dei numeri e non si possono nemmeno identificare criteri a ritroso e  indiretti  che svelino la correlazione tra eventi misurabili e la qualità di AGe.

Ma nonostante ciò AGe non può rinunciare a misurarsi, auto-valutarsi oggettivamente e semplicemente sulla base del gradimento degli associati.

Age desidera mantenere e alimentare la propria autorevolezza che scaturisce dall’appartenenza alla società civile, dalla  cittadinanza, dalla vicinanza alle persone di buona volontà che mettono al cento le relazioni e  la solidarietà nonostante la totale assenza di sovvenzioni e finanziamenti pubblici.

Proprio quella autorevolezza che al contrario pezzi dello stato stanno perdendo inesorabilmente: politica, enti pubblici, sindacati e pure la  scuola, quella scuola che dovrebbe passare tutti questi valori e che invece si infligge la perdita  inesorabile  di autorevolezza.

Forse è proprio questa la causa per cui per esempio i partiti politici non resistono per periodi così lunghi come l’AGe che compie 45 anni!

Ed ecco perché la scuola non può perdere il treno della valutazione ed autovalutazione  trasparente se desidera uscire dall’autoreferenzialità e recuperare autorevolezza verso i propri alunni, studenti, genitori e verso la società tutta.

 

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