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Orari e Calendari della scuola: spazi di scelta dei genitori

 Orari e Calendari della scuola:  spazi di scelta dei genitori

Per introdurre la riflessione sul calendario scolastico occorre fare delle distinzioni nei termini che tendono a sovrapporsi e ad interferire reciprocamente.

 

Nel concetto calendario confluiscono elementi differenti:

 

1 -  Anno scolastico regionale  della Lombardia  in base al quale  le lezioni  (del curricolo non le attività didattiche) iniziano al 12 settembre (5 settembre le lezioni della scuola dell’infanzia) e termina all’8 giugno (30 giugno per la scuola dell’infanzia).

 

- dove sono fissate le festività e le vacanza di Natale e Pasqua (sospensioni).

 

-  gli opportuni adattamenti del calendario scolastico secondo le esigenze del Piano dell’Offerta Formativa (circa 210 giorni) - con possibilità di anticipare  l’inizio delle lezioni - con possibilità di chiudere la scuola per tre giorni, con il necessario preventivo accordo con gli enti locali.

 

- Si può dire che le disposizioni, inerenti il calendario, si fanno più chiare ed esplicite, facilitando anche i genitori, presenti nei consigli di istituto, quando devono deliberare gli orari scolastici e le attività del Piano dell’offerta formativa. Finalmente non è più possibile ridurre da subito i giorni di lezioni al numero di duecento, ma le giornate eccedenti vanno considerate una salvaguardia in caso di necessaria sospensione delle lezioni: per tornate elettorali, per calamità naturali, per  eventi straordinari. Tutte le giornate a disposizione vanno destinate alle più varie attività educative: dalle normali lezioni, alle gite scolastiche, alle escursioni sul territorio, alle esperienze di alternanza scuola -  lavoro – società.

 

E’ diventato più evidente per tutti che le attività di studio, oppure artistiche, sportive, teatrali… sono parte integrante del calendario e vanno inserite nel Piano dell’offerta formativa, a cui anche gli obblighi di lavoro dei docenti devono adeguarsi. Per calendario scolastico si intendono “le giornate sia di  lezione che di attività integrative obbligatorie per tutti gli allievi”.

 

 

 

2 - Anno scolastico nazionale per gli allievi e i docenti (art 74 DLgs 297 – 94) che ha inizio dal 1 settembre e termina il 31 agosto.

 

 

 

3 -  Attività didattiche che possono svolgersi  dal 1 settembre al 30 giugno

 

4 – Orario settimanale per gli allievi di scuola  in cinque/sei  giorni, fino a 36/40 ore settimanali di lezioni e attività didattiche di mattina  di pomeriggio

 

5 -  Scuole aperte per tutto “l’anno scolastico dal 1 settembre al 31 agosto, per corsi di recupero e di sviluppo per gruppi di ragazzi, le cui famiglie ne fanno richiesta.  Per questi casi, le normative prevedono  “Si possono tener aperte le scuole nel periodo  - di sospensione dell’attività didattica (vacanze natalizie e pasquali), -  dell’interruzione estiva (giugno, luglio , agosto),  - nel pomeriggio e  nei giorni festivi,  secondo le modalità previste dal Consiglio di circolo o di istituto, in conformità ai criteri generali stabiliti nelle convenzioni con i Comuni e le Province (art 2 del DPR 567 – 1996 e D.M. 42 – 2007).   - Ne consegue che i genitori possono esercitare una scelta tra: a - anno scolastico, definito dalla regione (210 giorni) ridurre i giorni di tre unità, c - aumentare i giorni di lezione a partire dal 1 settembre al 12 settembre, d - svolgere le attività didattiche dal 1 settembre fino al 30 giugno oppure fino al 31 agosto (scuole aperte) e - scegliere l’orario settimanale di 5/6 giorni f – scegliere l’orario di 24, 30, 36. 40 ore settimanali per gli allievi, g- al mattino e al pomeriggio  

 

- Le famiglie possono far presenti le loro esigenze, e la scuola, compresi i rappresentanti dei genitori presenti nei Consigli, se ne può far carico, tenendo presente che gli edifici scolastici sono a disposizione delle esigenze della comunità, anche nelle giornate di vacanze.

 

Il Consiglio di Circolo/Istituto può deliberare l’apertura delle scuole nei giorni di vacanza, tocca, poi, ai dirigenti farsi carico dei vari aspetti organizzativi, soprattutto quelli inerenti il coinvolgimento del personale.  

 

- L’importante è che i problemi del personale non blocchino la presa in considerazione delle esigenze delle famiglie e l’apertura delle scuole. Va tenuto presente che, nel caso il personale non accetti di aderire, la scuola può ricorrere a “collaborazioni esterne, al fine di garantire nelle scelte la centralità dei bisogni formativi dello studente” (art.4 D.M. 42 – 2007).

 

- Persino la carenza di fondi può  essere superata: ”Il Consiglio di istituto approva il piano di fattibilità dei corsi sulla base della consistenza delle risorse a tal fine disponibili nel fondo di Istituto, comprese le erogazioni liberali  dei genitori” (art. 5 D.M. 42 – 2007).

 

- I  genitori, quindi, possono chiedere che i propri contributi volontari siano utilizzati per “l’ampliamento dell’offerta educativa, rispondente alle esigenze delle famiglie” e non tollerino che vengano utilizzati per chiudere gli ammanchi dell’amministrazione.  - La collaborazione tra le famiglie, potendo contare sull’edificio scolastico a disposizione, permette di superare, anche in collaborazione con le associazioni genitori, le gravi difficoltà economiche a cui vanno incontro quando i genitori, individualmente, ricorrono a lezioni private.

 

E’ importante che i rappresentanti dei genitori  cerchino di tener aperte le scuole per attività integrative di recupero e di sviluppo, per i ragazzi che ne hanno bisogno o per le famiglie che non sono in grado di tenere a casa i ragazzi.

 

- Il  decreto regionale mette in evidenza come “il calendario scolastico si configura come uno degli strumenti di programmazione territoriale, in considerazione delle ripercussioni che le scansioni temporali stabilite hanno sull’organizzazione della vita familiare, nonché dei servizi che organizzano gli Eni Locali come trasporto, mense, attività integrative”.

 

In questo modo le indicazioni regionali  sottolineano come ogni adattamento vada preso in armonia con   il Comune e “tenendo conto” delle esigenze delle famiglie.  Il calendario scolastico “sia  coerente con il monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie dalla normativa nazionale e regionale”.

 

Quantità oraria che diventa determinante per  la validità dello stesso anno scolastico.  Risulta evidente come gli spazi di intervento per i genitori sono notevoli per organizzare il  calendario scolastico della propria scuola in risposta alle esigenze dei ragazzi, alle difficoltà organizzative delle famiglie e alla complessità dei servizi territoriali.  

 

 

 

 

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