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Il Crocifisso nelle aule scolastiche

Il Crocifisso nelle aule scolastiche

Sentenza della Grande Camera dei diritti dell’uomo

La ‘Grande Camera dei diritti dell’uomo’, con circa 40 Paesi rappresentati, quelli che fanno parte del Consiglio d’Europa ha sancito che: lo Stato italiano ha il diritto di riservare “alla religione della maggioranza preponderante visibilità in ambito scolastico”.

Ha deliberato il contrario della sentenza che aveva deliberato in prima istanza che l’esposizione del crocifisso nelle aule è una violazione del diritto dei genitori a educare i figli” secondo le loro convinzioni. Aveva suscitato scalpore, nel novembre 2009, la sentenza della Corte di Strasburgo, riunitasi nella sua composizione più ristretta (7 Paesi rappresentati), che aveva imposto allo Stato italiano di togliere il crocifisso dalle aule scolastiche, ritenendolo discriminante per gli alunni di fede diversa da quella cristiana o non credenti. Con varie motivazioni quasi tutte le forze politiche italiane, e la maggioranza degli intellettuali, avevano criticato la sentenza. A favore della tesi sostenuta nel ricorso presentato dal governo italiano contro la prima sentenza si sono schierati molti Paesi dell’Europa orientale e meridionale (tra cui quelli in cui prevale la religione cristiana ortodossa, come Russia, Bulgaria, Grecia, Cipro mentre i rappresentanti delle più importanti liberal-democrazie dell’Europa occidentale (tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Olanda, e la cattolica Spagna del socialista Zapatero) hanno tenuta ferma la loro preferenza per il modello di neutralità religiosa affermato nei loro Paesi.

 

Nota 3 ottobre 2002 - Prot n. 2667

Come è noto alle SS.LL. le disposizioni che disciplinano l’esposizione del Crocifisso nelle aule delle scuole sano contenute nell’art.118 del R.D. 30 aprile 1924, n 965 recante disposizioni sull’ordinamento interno degli istituti di istruzione media, nell’art. 119 del R.D. 26 aprile 1928 n. 1297 e nella tabella C allo steso allegata (Regolamento generale sul servizi dell’istruzione elementare).

Tali disposizioni prevedono in particolare che il Crocifisso fa parte dell’ordinario arredamento delle aule scolastiche e che spetta al capo d’istituto (art. 10, comma 3, e art. 119 del R D. 965/1924) assicurare la completezza e la buona conservazione di tutti gli arredi occorrenti.

Va precisato che le citate incombenze a carico dei capi di istituto non sono state né abrogate né modificate dalle disposizioni del Testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297 e del decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59.

 

Il Consiglio di Stato, con parere n. 63, reso in data 27 aprile 1988, nel precisare che “la Croce, a parte il significato per i credenti, rappresenta un simbolo dello civiltà e della cultura cristiana, della sua radice storica come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa” e che è opportuno tenere distinta la normativa riguardante l’affissione dell’immagine del Crocifisso da quella relativa all’insegnamento dello religione cattolica, ha confermato che dette norme sono ancora vigenti e non possono essere considerate abrogate dall’accordo intervenuto tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede nel 1984 (legge di ratifica 25 marzo 1985, n . 121) con il quale sono state apportate modificazioni al Concordalo lateranense, dell’11 febbraio 1929, né dalla stessa Costituzione italiana entrata in vigore nel 1948.

 

Sullo specifico tema si è espressa anche la Corte di Cassazione con sentenza 1 marzo 2000, n. 439, con riferimento a situazione non concernente la materia scolastica, ma relativo al rifiuto di assunzione  dell’ufficio di scrutatore in presenza del Crocifisso in un’aula scolastica adibita a seggio elettorale.

Per analogo caso, la stessa Corte di Cassazione, Sezione III, in data 13 ottobre 1998 aveva affermato che la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche non contrasta con la libertà religiosa sancita dalla Costituzione.

 

Recentemente (in data 16 luglio 2002) l’Avvocatura dello Stato di Bologna, alla quale è stato richiesto parere in merito, ha ritenuto ancora attuale l’orientamento a suo tempo espresso dal Consiglio di Stato, concludendo che “le disposizioni che prevedono l’affissione del Crocifisso nelle aule scolastiche vanno ritenute ancora in vigore” e che “l’affissione del Crocifisso va ritenuta non lesiva del principio di libertà religiosa”.

 

Sulla base di quanto sopra rappresentato, e tenuto conto della direttiva n. 2666 in pari data, le SS.LL. vorranno richiamare l’attenzione dei dirigenti scolastici sull’esigenza che sia data attuazione alle norme sopra menzionate attraverso l’adozione delle iniziative idonee ad assicurare la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche.

Perché poi, nell’ambito di ciascuna istituzione scolastica siano resi possibili, nel rispetto delle diverse convinzioni e credenze, momenti di raccoglimento e di riflessione, le SS.LL nelle linee dell’autonomia scolastica e su delibera dei competenti organi collegiali vorranno opportunamente sensibilizzare i dirigenti scolastici a che valutino la possibilità di riservare appositi ambienti in funzione delle finalità sopra accennate.

 

Direttiva 3 ottobre 2002 Prot. n. 2666

 

Il competente Dipartimento del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca provvederà ad impartire le occorrenti disposizioni perché: – sia assicurata da parte dei dirigenti scolastici l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche;
– ogni istituzione scolastica, nell’ambito della propria autonomia e su delibera dei competenti organi collegiali, renda disponibile un apposito ambiente da riservare, fuori dagli obblighi ed orari di servizio, a momenti di raccoglimento e di meditazione dei componenti della comunità scolastica che lo desiderino.

 

 

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