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Ispirazione cristiana dell' A.Ge.

Spunti di riflessione sulla configurazione teologica dell'A.Ge. come “associazione di ispirazione cristiana”

Ottobre 1989- Mons. Piero Coda

Premessa
Non propongo una riflessione organica e compiuta, ma degli spunti o meglio delle piste percorribili per un ulteriore approfondimento. La riflessione ruota attorno a due poli: a) l'esperienza associativa dell'A.Ge. e i suoi criteri ispiratori, così come codificati autorevolmente nello "Statuto" de1 1985;
b) il magistero conciliare e pontificio inerente, direttamente o indirettamente, alle finalità dell'Associazione, in particolare: Apostolicam Actuositatem, Familiaris consortio, Christi{ideles laici, e, per i riferimenti più propriamente giuridici, i corrispondenti luoghi del nuovo Codex iuris canonici.

l. Attualità e urgenza delle finalità dell'Associazione
L'attualità e l'urgenza delle finalità dell'Associazione scaturiscono da un duplice ordine di considerazioni:
a) da un lato, il trapasso culturale e sociale vieppiù rapido e radicale che, investendo l'istituto familiare a tutti i livelli della identità e del suo operare, rende improcrastinabile il ruolo educativo dei genitori, nella pluriformità delle sue dimensioni (cf. Statuto, art. 3);
b) dall'altro, l'attenzione crescente che, in virtù di questa situazione e della missione di cui è insignita, la Chiesa mostra verso l'istituto familiare in genere e, in particolare, verso il compito ("ministero" -così lo si definisce in più occasioni, caricandolo di un significato squisitamente teologico) educativo dei genitori: si cfr., in proposito, Apostolicam Actuositatem, 1 b.c.; 6. d.; Familiaris consortio, 1:; Christifideles laici, 62; un testo in particolare rilievo e pregnanza resta quello della Familiaris consortio, nn. 36-40, dove si qualifica "il diritto-dovere educativo dei genitori" come "essenziale, originario e primario, insostituibile e inalienabile" (n. 36), e da esso si fanno scaturire gli impegni dei genitori in rapporto alle istituzioni educative, scolastiche, sociali, culturali e politiche (n. 40).

2. Fondamento teologico dell'apostolato associato dei laici in genere, e dei genitori in specie Con riferimento ai documenti magisteriali di cui sopra, si può affermare che il fondamento teologico-ecclesiale dell'apostolato dei laici in quanto genitori nell'ambito del multiforme "mondo educativo", e la loro libertà associativa in ordine al perseguimento di fini comuni in questo contesto, è da rinvenersi ad almeno 4 livelli:
a) innanzi tutto il Battesimo, che configura il fedele a Cristo e lo rende a pieno titolo membro del corpo ecclesiale, per cui egli gode non solo del diritto ma anche del dovere di esercitare un ministero apostolico (che scaturisce dal ministero apostolico stesso proprio della Chiesa), ed ha libertà di associarsi con altri fedeli per il raggiungimento di questo scopo "non per una specie di concessione dell'autorità ma in virtù appunto, del Battesimo e della Confermazione (Christifideles laici, 29,. cfr. Apostolicam actuositatem, 3);
b) in secondo luogo, il sacramento del Matrimonio, che non solo abilita nella grazia a vivere il ministero coniugale, ma anche quello specifico di genitori (cfr. Familiaris consortio, 36 ss. E passim);
c) in terzo luogo, la libera elargizione da parte dello Spirito Santo dei più diversi carismi (particolari impulsi o doni dello spirito), piccoli e grandi, in ordine all esercizio di un particolare compito nella Chiesa e nella società, o per corroborare il ministero apostolico di cui un fedele già è investito in virtù della sua vocazione: come, ad es;, una grazia particolare per svolgere il "ministero" di genitore. Scrive in proposito la Christifidelis laici: i carismi "possono assumere le forme più diverse, sia come espressione dell'assoluta libertà dello Spirito che li elargisce, sia come risposta alle esigenze molteplici della storia della Chiesa" (n. 24);
d) in quarto luogo, la libertà associativa dei fedeli, che promana dai punti precedenti) cfr. Apostolicam actuositatem 18; Christifideles laici 29); libertà che non è solo un diritto, ma diventa in certi casi anche un dovere, in quanto: d.l. "esprime la natura sociale della persona" (ChL 29),
d.2. diventa un "segno della comunione e dell'unità in Cristo" (A a 18);
d.3. "obbedisce all'istanza di una più vasta ed incisiva efficacia operativa" (ChL 29).
Particolare attualità, nel contesto sociale odierno e in rapporto alle finalità associative dell'A.Ge., riveste l'ultima ragione (d.3.), che la Christifideles laici esplicita in questi termini: «In realtà, l'incidenza "culturale" sorgente e stimolo, ma anche frutto e segno di ogni altra trasformazione dell'ambiente e della società, può realizzarsi solo con l'opera non tanto dei singoli quanto di un "soggetto sociale", ossia di un gruppo, di una comunità, di un'associazione, di un movimento. Ciò è particolarmente vero nel contesto della società pluralistica e frantumata com'è quella attuale in tante parti del mondo e di fronte a problemi divenuti enormemente complessi e difficili. D'altra parte, soprattutto in un mondo secolarizzato, le varie forme aggregative possono rappresentare per tanti un aiuto prezioso per una vita cristiana coerente alle esigenze del vangelo e per un impegno missionario e apostolico» (ChL 29).

3. Legittimità, significato e convenienza della "aconfessionalità" dell' A.Ge. Se i punti 1. e 2. legittimano la nascita e la configurazione di un'Associazione laicale come , l'A.Ge., dal punto di vista teologico ed ecclesiologico resta da chiarire la legittimità - sempre da un punto di vista teologico -, e la convenienza - da un punto di vista pastorale - di una caratteristica specifica con cui l'A.Ge. intende perseguire gli scopi che le sono propri: la sua aconfessionalità.
Per intendere rettamente il significato e l'intenzionalità di questa caratteristica peculiare dell'Associazione, occorre ricordare non solo il dettato dell'art. 4 dello statuto, secondo cui l'A.Ge. è indipendente da ogni movimento politico e confessionale nel rispetto dei valori sanciti dalla costituzione Italiana e dell'etica cristiana, ma anche quanto specificato a suo commento del 6° Congresso, secondo cui «l'A.Ge. è un'Associazione che, in piena autonomia, opera nel sociale, ispirandosi ai valori cristiani" (Atti, pp. 317- 319), il che presuppone quella precisa «scelta di campo nell'area culturale cattolica" già operata dal 3° Congresso del 1978. Su questa base, occorre debitamente approfondire l'esatto significato dell'autonomia di cui l'A.Ge. per Statuto intende godere, quello del suo riferimento all'etica cristiana, nel rispetto del pluralismo delle opzioni religiose dei propri aderenti.
a) Circa l'esatto significato dell'autonomia, essa va intesa nel significato espresso dal Concilio Vaticano Il: non come indipendenza dell'ordine temporale da quello della grazia, e – di conseguenza - non come indipendenza di valutazione e di azione etico-religiosa del laico nell'ordine temporale; ma come consistenza propria, all'interno dell'unica economia della salvezza, del temporale, e come legittima autonomia di discernimento e di azione dei laici in esso, nella luce delle indicazioni magisteriali (cf Gaudium et spes. 36, 43, 76; Lumen gentium, 36-37).
Nel contesto dell'apostolato dei laici, l'Apostolicam actuositatem chiarifica assai precisamente il giusto senso di questa autonomia: «Tutte le realtà che costituiscono l'ordine temporale, cioè i beni della vita, della famiglia, la cultura, l'economia, le arti e le professioni, le istituzioni della comunità politica, le relazioni internazionali e così via, come pure il loro evolversi e progredire, non soltanto sono mezzi con cui l'uomo può raggiungere il suo fine ultimo, ma hanno un '<valore" proprio, riposto in esse da Dio (...). Questa loro bontà naturale riceve una speciale dignità dal rapporto che esse hanno con la persona umana, a servizio della quale sono state create. Infine piacque a Dio unificare in Cristo Gesù tutte le Cose naturali e soprannaturali (...). Questa destinazione, tuttavia, non solo non priva l'ordine temporale della sua autonomia, dei suoi propri fini, delle sue proprie leggi, dei suoi propri mezzi, della sua importanza per il bene dell'uomo, ma anzi lo perfeziona nella sua consistenza e nella propria eccellenza e nello stesso tempo lo adegua alla vocazione integrale dell'uomo sulla terra» (n.7b).
Di conseguenza:
È compito dei Pastori enunciare con chiarezza i principi circa il fine della creazione e l'uso del mondo, dare gli aiuti morali e spirituali affinchè l'ordine temporale venga instaurato in Cristo.
Ai laici tocca assumere l'instaurazione dell'ordine temporale come compito proprio e, in esso, guidati dalla luce del Vangelo e dal pensiero della Chiesa e mossi dalla carità cristiana, operare direttamente in modo concreto; come cittadini cooperare con gli altri cittadini secondo la specifica competenza e sotto la propria responsabilità; cercare dappertutto e in ogni cosa la giustizia del regno di Dio C7d.e.).
b) Così precisato il significato dell'autonomia dell'azione dei laici nel temporale, si precisa per se anche il significato del riferimento all'etica cristiana. Tale riferimento è:
b.l. - vincolante, in quanto i fedeli laici, aggregati in una Associazione che opera nel temporale, hanno come loro necessario punto di riferimento gli orientamenti etici che scaturiscono dal vangelo e che sono interpretati dal magistero;
b.2. - opportuno e utilissimo, perchè è proprio sul terreno etico che possono essere individuati dei punti comuni di riferimento e di azione con chi, pur non condividendo la fede cristiana, è mosso da sincera ricerca della verità e del bene della persona e della società. In tal senso, la conditio sine qua non etica(non giuridico-organizzativa) di appartenenza all'A.Ge. è la condivisione degli orientamenti etici fondamentali che promanano da una retta coscienza, nello spirito della Costituzione Italiane, e, per chi partecipa della fede cristiana, sono confermati e illuminati dal vangelo e dal magistero della Chiesa.
c) Quanto, infine, al rispetto del pluralismo delle opzioni di fede degli aderenti, esso è giustificato e pastoralmente opportuno.
c.1. Giustificato in virtù di quella corretta e necessaria autonomia di cui il fedele laico gode nella sua azione nel temporale (cfr. punto 3), per cui è chiamato a cooperare con chi non partecipa della sua fede, ma condivide gli orientamenti etici e gli obiettivi concreti della sua azione;
c.2. Pastoralmente opportuno, perchè la cooperazione con chi, pur non partecipando della fede, fa propri gli orientamenti che da essa scaturiscono, non solo permette l'immissione nel tessuto culturale e sociale di impulsi e prospettive etiche che favoriscono una crescita integrale delle persone e della società, ma anche, non di rado, può diventare, attraverso la testimonianza, via di annuncio del vangelo.
In dettaglio, tale cooperazione: - attua un dialogo e delle convergenze significative a livello etico; - mette in atto un metodo di gradualità quanto mai opportuno nella conoscenza e nella responsabile acquisizione degli orientamenti antropologici promananti dal vangelo; - immette nel tessuto culturale i fermenti evangelici, che sono universalmente umani, favorendo il "raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell'umanità" (Evangelii nuntiandi, 19); - costituisce un soggetto sociale in grado di "promuovere e difendere gli interessi delle famiglie in riferimento all'educazione, alla politica familiare, al diritto di scelta dei servizi, ai mass-media" (Atti e16° Congresso, pp. 317- 319).

5. Necessità di una formazione permanente all'originalità dell'ispirazione cri-stiana. Rimanendo pienamente valida, per le ragioni suesposte e nella prospettiva teste chiarita, l'aconfessionalità dell'A.Ge., ed anzi propri per favorirne un corretto sviluppo, diventa imprescindibile, per quei membri che condividono la fede cristiana, un costante cammino di verifica e di formazione all'originalità della visione antropologica, etica, pedagogica, sociale propria del vangelo, così come interpretata e sviluppata dal magistero conciliare e pontificio più recente (dalla Redemptor hominis alla Familiaris consortio, dalla Sollicitudo rei socialis alla Mulieris dignitatem). È solo da questo contatto costante, fedele, intelligente che possono scaturire quegli orientamenti etici e quegli obiettivi operativi da proporre e condividere con tutti gli altri aderenti,e da immettere nel circuito culturale, sociale, dei mass-media.

 

 

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