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Con l'associazione i genitori diventano cittadini illuminati e potenti

Con l'associazione i genitori diventano cittadini illuminati e potenti 

di Giuseppe Richiedei

 

Le recenti "Linee di indirizzo ministeriali" in ordine alla partecipazione dei genitori nella scuola sottolinea l'importanza che le famiglie partecipino "in modo individuale e collettivo per poter esercitare un ruolo propositivo ed esprimere le loro istanze, contribuendo alla definizione didattica e culturale della scuola". Infatti è ben difficile che il singolo genitore riesca a elaborare da solo dei progetti innovativi, in Bado di trovare consenso tra le altre famiglie e tra il personale scolastico. Occorre confronto di gruppo, dialogo, apporto molteplice perché il cambiamento suggerito sia effettivamente rispondente ad aspettative condivise e concretamente realizzabile.

 

Il documento ministeriale, a questo proposito, afferma che il gruppo associativo rappresenta "un luogo privilegiato di mediazione di interessi, di formazione e preparazione alla partecipazione democratica per il conseguimento del bene complessivo, orizzonte più ampio dell'interesse personale". Come dire che in associazione è possibile andare oltre l'interessamento per il proprio figlio, per farsi carico delle problematiche più vaste, che riguardano i ragazzi e la scuola nel suo insieme. Si delinea la distinzione tra le due modalità di partecipare: quello del singolo genitore che si coinvolge nell'esperienza scolastica del proprio figlio e quella del gruppo di genitori che si confronta con le altre componenti scolastiche in ordine alle problematiche generali, prende consapevolezza dei propri diritti  doveri, coopera nel realizzare quanto progettato insieme in favore dei ragazzi.

 

La dedizione di molti genitori in favore dei loro figli e della loro scuola suscita, spesso, sincera commozione e profondo senso di ammirazione e gratitudine. In molte iniziative i genitori realizzano cose encomiabili, dedicando molto del loro tempo perché una festicciola riesca al meglio, perché la scuola disponga di qualche fondo economico in più, perché i bambini possano vivere esperienze di dedizione verso i più bisognosi. La forza della "genitorialità connaturale ad ogni mamma e papà", dà sapore a molte realtà scolastiche, rende soddisfacenti molti percorsi educativi dei ragazzi, crea senso di appartenenza a comunità accoglienti e funzionanti. II tutto, però, dura fino a che persistono condizioni favorevoli, eccezionali e contingenti; ma non appena emergono contrasti e divergenze, il tutto si fa più faticoso fino a spegnere le migliori disponibilità alla collaborazione.

 

Questo accade soprattutto per il fatto che non vi è l'associazione, nel ruolo di "soggetto di garanzia", che possa svolgere un compito di mediazione tra i contendenti per superare i contrasti, assicuri le informazioni appropriate, dia continuità alla cooperazione, in modo che le famiglie si passino il testimone tra quelle entrano e quelle che escono dall'istituto costruendo una storia, che continui in modo coerente e costruttivo. Capita che, senza associazione, anche in situazioni senza problemi e con profitto soddisfacente, le famiglie denuncino di non essere interpellate nelle decisioni, di non avere la possibilità stabilire un confronto paritario, di essere trattate da "utenti incompetenti", incapaci di contribuire efficacemente al miglioramento dei risultati.

 

L'associazione in ogni situazione è strumento a disposizione dei genitori per uscire all'isolamento, per definire linee orientative di ordine educativo e civile, per intervenire sui problemi con maggior incisività, per stabilire contatti efficaci con strutture ed istituzioni varie. Spesso si fa promotrice di corsi di formazione attraverso incontri periodici, assicurando informazione e consulenza. In alcuni svolge il ruolo di segnalazione e di superamento di disfunzioni e carenze  che il singolo non ha il coraggio di far presente alla scuola. E' in grado di realizzare iniziative nel campo culturale, educativo, socio  assistenziale , gestendo manifestazioni ricreative e culturali riguardanti il tempo libero di adulti e di ragazzi. In molti casi stabilisce un ponte tra la scuola e le famiglie più in difficoltà per un sostegno e un'informazione più mirata.

 

Le associazioni sono in grado di coordinare le richieste differenziate dei singoli, di mediare i contrasti, di presentare proposte, di mobilitare le collaborazioni. Contribuiscono a rendere meno difficoltosa lo stesso compito dei dirigenti, spesso alle prese con domande, con proteste e contestazioni difficilmente gestibili, in quanto improvvisate, diversificate e spesso contraddittorie. II tentativo di molti di continuare a gestire in modo paternalistico e burocratico le differenze educative e le pretese individualistiche dei genitori, senza la mediazione delle associazioni, si dimostra sempre più un'illusione e rischia di indebolire sempre più l'autorevolezza culturale e la considerazione sociale della scuola. Nel gruppo ci si incontra da genitori, attraverso l'accoglienza reciproca si condividono difficoltà, problemi, si ricercano soluzioni, si accresce il senso di appartenenza, si acquista fiducia di poter far meglio e di più.

 

Ne consegue che "la sfida da rilanciare, come suggerisce il documento ministeriale, consiste nel favorire, attraverso i comitati, le associazioni, la partecipazione e la corresponsabilità educativa che passi dall'essere sancita dalle norme ad essere esercitata nel concreto attraverso privilegiate occasioni di incontro e di lavoro".

 

In associazione si crea "capitale sociale" per l'esercizio di una cittadinanza, capace di presentando richieste e proposte, intervenendo nelle decisioni, verificando la qualità e l'efficacia delle prestazioni. L'associazione è espressione della democrazia partecipativa (vedi Trattato di Lisbona e Costituzione Italiana art. 118) ed è indispensabile e necessaria perché la democrazia rappresentativa degli Organi collegiali ne sia arricchita in qualità ed efficacia. In associazione, infatti, i genitori possono affiancare in modo continuativo e critico i rappresentanti eletti nei consigli scolastici, attraverso la proposta e il sostegno solidale degli altri genitori.

 

Un rapporto ravvicinato e corretto tra scuola e associazionismo può recuperare consenso e solidarietà degli utenti nei riguardi del servizio scolastico ed accrescerne l'efficacia educativa. Si può confermare quanto scriveva A. Tocqueville che "l'associazione è come un cittadino illuminato e potente che non può essere assoggettato a piacere e che, difendendo i suoi diritti particolari contro le esigenze del potere, salva le libertà di tutti". Un'associazione genitori in ogni scuola è l'organismo più appropriato a questo fine, innesta una reale e paritaria cooperazione e facilita la soluzione degli inevitabili contrasti. In una scuola, dove ogni componente può esprimersi liberamente, le divergenze possono diventare opportunità, il confronto diventare autenticamente democratico ed la cooperazione farsi più convinta e soddisfacente.

 

 

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