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STRATEGIA NAZIONALE contro le discriminazioni sull’orientamento sessuale

 Note su

 “STRATEGIA NAZIONALE  per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”

Si tratta di un documento, elaborato dal Dipartimento per le Pari Opportunità e dall’UNAR ( Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)  Esso recepisce le Raccomandazioni CM/Rec (2010)5 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa agli Stati membri sulle misure dirette a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere: un documento non recentissimo  ( è del 31 marzo 2010) che è stato ora recepito in Italia ( non era obbligata a farlo) come uno degli ultimi impegni del precedente  ministro delle pari opportunità Elsa Fornero.

Un importante capitolo di questo documento, le cui finalità nel titolo sono ovviamente totalmente condivisibili, è dedicato alla scuola: però  leggendolo mi sono venuti molti dubbi e timori che attraverso l’obiettivo della prevenzione delle discriminazioni sessuali vengano fatte passare altri obiettivi educativi, senza che  genitori possano intervenire.

  

 Raccomandazione europea CM/Rec (2010)5

Dedica all’Istruzione ( Cap. VI) due paragrafi che iniziano entrambi con la frase “Tenendo nel debito conto l’interesse superiore del fanciullo”, che è di per sé un paletto essenziale specie in questo campo educativo molto delicato, e che comporta l’intervento dei  genitori almeno per i minori:

 

·         31. Si invitato  gli stati membri ad adottare misure per garantire l’effettivo godimento del diritto all’istruzione senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e identità di genere: nulla da eccepire

 

·         32. Si invita a promuovere la tolleranza ed il mutuo rispetto a scuola , attraverso ad esempio informazioni oggettive sull’identità sessuale e l’identità di genere nei programmi e nel materiale  ecc.; anche qui nulla da eccepire soprattutto se viene rispettato il concetto di “informazioni oggettive”. 

 

Questo punto si chiude con una frase essenziale :” Tali misure dovrebbero tenere conto del diritto dei genitori di curare l’educazione dei propri figli” Questa frase fa entrare a pieno titolo, come è giusto, i genitori in questo capitolo educativo

 

Documento delle Pari opportunità e UNAR su Educazione e Istruzione  dal sito della  Presidenza del Consiglio dei Ministri . Dipartimento per le Pari Opportunità 

 

A mio avviso recepisce la raccomandazione europea peggiorandola in modo molto pericoloso, tanto da sembrare scritta da una associazione fra le più estremiste del ramo.

 Intanto sparisce totalmente la frase sui diritti dei genitori, che non sono MAI richiamati, se non in due punti come ricevitori di formazione, ma mai come attori. In un campo così delicato i genitori e le Associazioni di genitori DEVONO avere voce in capitolo quanto, anzi più delle associazioni dell’Area LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali).

 Invece , purtroppo, gli attori in campo scolastico sono solo le associazioni di gay, lesbiche, bisessuali, transessuali  che:

  • Fanno parte del Gruppo Nazionale di Lavoro, già istituito (quanta fretta!) con decreto il 20 novembre 2012 ;  sono 29 associazioni di settore, con specifiche competenze nelle tematiche relative all’orientamento sessuale e all’ identità di genere (l’elenco in allegato). Questo Gruppo è il centro di tutto il sistema: “è il luogo centrale per la elaborazione della Strategia mediante un percorso partecipato e condiviso di definizione degli obiettivi e delle attività”
  •  Nella formazione di “dirigenti, docenti e alunni ( e personale non docente) sulle materie antidiscriminatorie, su lo sviluppo dell’identità sessuale nell’adolescente, l’educazione affettivo- sessuale , la conoscenza delle nuove realtà familiari  (!!)” è prevista la “valorizzazione dell’expertise delle associazioni LGBT
  •  Sono accreditate presso il MIUR in qualità di enti di formazione (!!) Le associazioni di genitori non hanno mai ottenuto riconoscimenti così espliciti; naturalmente queste associazioni faranno “formazione” a  nostre spese.

 Credo che tutto ciò sarebbe più che sufficiente per preoccupare qualunque genitore dotato di buon senso.

 Occorre però evidenziare anche un altro aspetto importante: nel’ambito “Educazione e Istruzione”,  la Strategia Nazionale ha individuato fra gli obiettivi (punto g): “contribuire alla conoscenza delle nuove realtà familiari, superare il pregiudizio legato all’orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei confronti dei figli di genitori omosessuali”.

 Quello delle “nuove realtà familiari “ è ripetuto almeno altre due volte nelle tre pagine dedicate alla scuola.

 Ecco che viene di fatto data come possibile l’adozione da parte di omosessuali.

Ecco che, dopo aver sacrificato Natale e presepio per non emarginare i mussulmani ora cancelleremo anche la festa del papà e della mamma per non discriminare i figli di omosessuali ( !).

Per concludere, alcune frasi prese dal testo che danno l’idea del substrato culturale di questa Strategia Nazionale nel campo dell’educazione:

 

“ Dietro gli episodi di bullismo omofobico e trans fobico vi sono altri problemi, quali quelli legati a una cultura che prevede soltanto una visione eteronormativa e modelli di sessualità e norme di genere.”

sarebbe auspicabile un’integrazione e un aggiornamento sulle tematiche LGBT nei programmi scolastici e una promozione dell’informazione e comunicazione non stereotipata (*), rispettosa delle identita di genere e degli orientamenti sessuali.” (*) dal Lessico della Treccani: cosa che viene ripetuta senza sostanziali modificazioni, in modo passivo, rigido e convenzionale

“Progettare percorsi innovativi di formazione in materia di educazione alla affettivita che partano dai primi gradi dell'istruzione, proprio per cominciare dagli asili nido e dalle scuole dell'infanzia a costruire un modello educativo  inclusivo, fondato sul rispetto delle differenze, che costituisca una risorsa non solo per chi fa parte della comunita LGBT ma per tutti i bambini.”

 

Ritengo questo documento un pericolo per la educazione , inaccettabile per i genitori.

 

                                                                       Marco D’Adda

31/05/2013

 

ALLEGATO   

Partecipano al Gruppo nazionale di lavoro, con funzioni consultive, le seguenti associazioni:

 • Comitato provinciale ARCIGAY “Chimera Arcobaleno” Arezzo

 • IREOS – Centro Servizi Autogestito Comunita Queer

 • ARCIGAY

 • Comitato Provinciale ARCIGAY “Ottavio Mai” Torino

 • A.GE.DO

 • PARKS - Liberi e Uguali

 • EQUALITY ITALIA Rete Trasversale per i Diritti Civili

 • ALA MILANO ONLUS

 • ARCI GAY_LESBICA OMPHALOS

 • POLIS APERTA

 • DI’GAY PROJECT – DGP

 • CIRCOLO CULTURALE OMOSESSUALE “MARIO MIELI”

 • GAY CENTER/GAY HELP LINE

 • FAMIGLIE ARCOBALENO

 • ARCILESBICA ASSOCIAZIONE NAZIONALE

 • RETE GENITORI RAINBOW

 • SHAKE LGBTE

 • CIRCOLO CULTURALE MAURICE (MAURICE Centro per la comunita GLBT)

 • ASSOCIAZIONE ICARO ONLUS

 • Circolo PINK

 • CGIL Nuovi Diritti

 • MIT – Movimento Identita Transessuale

 • Associazione Radicale CERTI DIRITTI

 • Avvocatura per i Diritti LGBTI RETE LENFORD

 • GAY.NET

 • I KEN

 • Consultorio TRANSGENERE

 • LIBELLULA

 

 • GAY LIB 

 

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