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MIUR - nuove linee per la parteciapazione a scuola

Sono state sintetizzate le principali novità introdotte dalle normative in

il Ministro Al FORUM dei genitori NAZIONALE di Roma ha presentato le nuove linee per la partecipazione dei genitori nella scuola.

Mi pare un’ottima sintesi di quanto i genitori possono fare nella scuola, nell’accompagnare i figli.

Sono state sintetizzate le principali novità introdotte dalle normative in quarant’anni di partecipazione; novità spesso ignorate dalle scuole e dagli stessi genitori:

-        Bilancio sociale e rendicontazione ,

-        Corresponsabilità educativa condivisa e concreta,

-        Associazionismo dei genitori nella scuola,

-        Il FORUM nazionale, regionali (e provinciali) delle associazioni dei genitori

-        Il Patto educativo di corresponsabilità

-        L’orientamento con il coinvolgimento dei genitori

-        L’aggiornamento dei Regolamenti di Istituto alla luce delle novità introdotte nella scuola. …

 

E’ opportuno che diffondiamo le Linee di indirizzo  (allegate e sintetizzate) tra i genitori, tra i docenti e anche tra i dirigenti, in modo che non restino sulla carta.

 

BUON NATALE

Giuseppe Richiedei

 

 

Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione

Direzione Generale per lo Studente, l’ Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione

Premessa

 La nostra Costituzione assegna alla famiglia e alla scuola la responsabilità di educare e di istruire i giovani.

Determinante è stato anche il ruolo dei genitori nella vita scolastica, sia negli istituti statali che paritari, che è risultato nel tempo sempre più pregnante, trasformandosi da mera partecipazione agli organi collegiali ad autentica cooperazione alla progettualità e ai processi formativi.

In sintesi, un valore va, sì, postulato ma diventa tale soltanto se illumina l’agire indirizzandolo verso risultati ad esso coerenti.

Infatti, considerata la presenza dei numerosi strumenti didattici e metodologici introdotti, la scuola di oggi deve impegnarsi a sfruttare al meglio le risorse di cui dispone quale per esempio:

-        Il Bilancio Sociale: Questo strumento, introdotto dalla Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche del 17 febbraio 2006, rappresenta per le scuole un’opportunità di apertura verso il territorio che consente una comunicazione più incisiva con gli stakehoder, in particolare con le famiglie.

1. La corresponsabilità educativa: aspetti problematici e valore strategico

Le innovazioni introdotte nella scuola hanno rafforzato sempre più il ruolo propositivo delle famiglie nella formulazione di proposte, nelle scelte di talune attività formative e in altri aspetti che riguardano i percorsi educativi.

Oggi possiamo ben affermare che il protagonismo attivo delle famiglie è ormai un dato acquisito, essendo definitivamente riconosciuto dalle politiche scolastiche ed entrato nell’apparato concettuale della cultura delle scuole.

Con il passaggio da una corresponsabilità educativa sancita ad una esercitata all’interno della scuola, sono realmente privilegiate occasioni di incontro e di lavoro in cui i genitori possano esprimersi e dare il loro contributo, a vari livelli, confrontarsi con i docenti e con il territorio sulle problematiche giovanili, proporre esperienze extracurricolari, ove consentito, far parte di gruppi di lavoro.

Gli insegnanti e i genitori, nonostante la diversità dei ruoli e la separazione dei contesti di azione, condividono  sia i destinatari del loro agire, i figli/alunni, sia le finalità dell’agire stesso, ovvero l’educazione e l’istruzione in cui scuola e famiglia operano insieme per un progetto educativo comune.

Il focus della problematicità di questo rapporto cade sul rispetto dei ruoli, delle competenze, dei compiti e delle libertà di ciascuna di queste due figure.

La responsabilità sociale non si riferisce all’onere delle decisioni, che è una responsabilità istituzionale, bensì al dovere, nei confronti dei cittadini, di rendere trasparente l’esercizio dell’autonomia.

Nel bilancio sociale l’aspetto più rilevante è il processo identificativo della singola istituzione scolastica composta da una individuazione dei processi educativi messi in atto e delle strategie adottate, tali da delineare l’identità della scuola e, in particolare, dei soggetti che hanno cooperato condividendo la responsabilità dei vari progetti realizzati: docenti, genitori, studenti, personale ATA, Associazioni di genitori e gli altri organismi esterni.

Il Bilancio sociale è uno strumento di forte aggregazione tra le varie componenti del mondo della scuola necessario alla gestione del processo scolastico che richiede una ponderata pianificazione iniziale dei suoi contenuti come una sorta di tela narrativa la cui trama e l’ordito vanno gettati all’inizio dell’anno e rappresentano i vincoli entro i quali prenderà corpo il percorso educativo.

La definizione dei vincoli iniziali esige la determinazione di molti parametri, tra i quali i soggetti da coinvolgere e, tra questi, le famiglie, quali interlocutori privilegiati, con i quali aprire un confronto critico  su valori,  finalità,  obiettivi delle scelte educative  e quant’altro riguarda la vita della scuola.

Le famiglie, in forma individuale o collettiva, potranno esercitare il loro ruolo propositivo ed esprimere le loro istanze, contribuendo significativamente e attivamente alla definizione dell’autonomia didattica e culturale della scuola.

In questa prospettiva metodologica dell’agire scolastico, la progettazione educativa può concretamente definirsi “partecipata” in quanto i soggetti che cooperano alla sua realizzazione sono coinvolti fin dalla fase iniziale, quando si getta la trama e l’ordito su cui tessere le sequenze dell’itinerario scolastico.

Le scuole, pertanto, dovranno sfruttare al meglio strumenti e risorse disponibili in modo da consolidare queste nuove forme di collaborazione con le famiglie e aprire nuove forme di dialogo e di comunicazione basate su uno scambio continuo, interno ed esterno, tali da caratterizzare realmente una comunità educante.

2. Dalla partecipazione dei genitori nella scuola alla corresponsabilità educativa

Gli artt. 30, 33 e 34 della Costituzione sanciscono:

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli…”

“…La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole…”

“La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita…”

 

La Costituzione assegna ai genitori e alla scuola il compito di istruire ed educare; risulta pertanto irrinunciabile, per la crescita e lo sviluppo degli alunni, una partnership educativa tra famiglia e scuola fondata sulla condivisione dei valori e su una fattiva collaborazione, nel rispetto reciproco delle competenze.

Il DPR 416/74 ha segnato l’avvio della partecipazione dei genitori e degli studenti nella  gestione della scuola “dando ad essa il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale e civica.”

E’ opportuno, quindi, consolidare e diffondere ulteriormente politiche di governance che agevolino il passaggio dalla programmazione pianificata alla:

-        progettazione partecipata,

-        dall’informazione alla consultazione,

-       dalle responsabilità istituzionali alle responsabilità condivise.

… La sfida da rilanciare consiste, per un verso, nel favorire la partecipazione dei genitori alla vita scolastica  attraverso i comitati, le associazioni,

le iniziative locali di formazione,

il dialogo nel colloquio individuale e nelle assemblee

e, dall’altro, nel sostenere la rappresentanza e incrementare l’attività

nei FORAGS (Forum Regionali dei Genitori della Scuola)

e nel FONAGS (Forum Nazionale dei Genitori della Scuola).

 

L’associazionismo dei genitori e degli studenti rappresenta, infatti,

un luogo privilegiato di mediazione di interessi, di formazione e preparazione alla partecipazione democratica per il conseguimento del bene complessivo, orizzonte più ampio dell’interesse personale.

In questa prospettiva culturale, è auspicabile la valorizzazione di tutti gli organi collegiali della scuola rappresentativi delle diverse componenti scolastiche, interne ed esterne, così come delineate all’interno del Decreto Legislativo 297/1994, assicurando il sostegno a forme di rappresentanza facoltative, come il comitato dei genitori, costituito dai rappresentanti di classe e del consiglio di istituto.

In risposta alle istanze sociali, riguardo alla promozione e alla valorizzazione della partecipazione attiva dei genitori, sono stati istituiti, con DPR 567/96 e successive modifiche e integrazioni, appositi organi di rappresentanza per agevolare la convergenza educativa tra le varie componenti scolastiche:

-       Consulta Provinciale degli studenti

.        Forum Nazionale delle Associazioni Studentesche maggiormente rappresentative

-        Consiglio Nazionale dei Presidenti delle Consulte

-        Forum Nazionale dei Genitori della Scuola (FoNAGS)

Il FoNAGS (D.M. 14/2002), luogo d’incontro tra il Ministero, l’Amministrazione e l’associazionismo (composto dalle Associazioni dei genitori maggiormente rappresentative), è stato costituito al fine di valorizzare la componente dei genitori nelle scuole e di assicurare una sede stabile di consultazione delle famiglie sulle problematiche scolastiche.

Allo scopo di dare piena attuazione alle disposizioni normative per introdurre innovazioni organizzative atte a favorire un reale e concreto coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica, investendoli della corresponsabilità educativa,  il Forum delle associazioni dei genitori ha le seguenti funzioni:

-       favorire il confronto tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le realtà associative dei genitori

-       rappresentare le esigenze e le proposte della componente genitori della scuola, alle quali il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si impegna a dare risposta per iscritto, con adeguata motivazione, nel più breve tempo possibile

-       esprimere pareri sugli atti e sulle iniziative che il Ministro intende sottoporgli

-        essere sede di consultazione delle famiglie sulle problematiche scolastiche e studentesche.

-       Costituisce, inoltre, luogo di raccordo con i FoRAGS, istituiti, con il DPR 301/05 che svolgono le medesime funzioni a livello regionale.

Oltre ai suddetti organi di rappresentanza delle varie componenti scolastiche, è stato introdotto, con DPR n. 235/ 2007,

 

-       il Patto di Corresponsabilità Educativa, uno strumento normativo finalizzato a definire e a rendere trasparente compiti e doveri attribuibili ad ogni soggetto della comunità scolastica, in ragione del ruolo che ricopre.

 

 3. Patto di Corresponsabilità Educativa (DPR 24 giugno 1998, n. 249, modificato dal DPR n. 235 del 21 novembre 2007-art. 5-bis)

 

Il Patto di Corresponsabilità Educativa, sottoscritto dai genitori affidatari e dal Dirigente Scolastico, rafforza il rapporto scuola/famiglia in quanto nasce da una comune assunzione di responsabilità e impegna entrambe le componenti a condividerne i contenuti e a rispettarne gli impegni ….

L’osservanza dei doveri compete anche al personale docente, non solo per quanto concerne gli adempimenti normativi, ma anche per quanto dettato dalla deontologia professionale.

La condivisione degli obiettivi, il rispetto dei ruoli, le procedure di decisione e l'assunzione di responsabilità, nonché la qualità delle relazioni docenti/ genitori, docenti/docenti,

docenti/studenti rappresentano fattori di qualità della scuola.

 

E’ opportuno e auspicabile che il processo di redazione del patto sia esso stesso esperienza di corresponsabilità tra la scuola e la componente genitori, in tutte le sue espressioni. In tal senso ogni Istituto, nella sua autonomia, individuerà le procedure interne indispensabili a favorire la massima condivisione e collaborazione nella redazione della proposta da sottoporre alla firma dei singoli genitori.

La normativa disciplina l’atto della sottoscrizione (art. 5 bis comma 1) disponendo che debba avvenire, da parte dei genitori e degli studenti, “contestualmente all’iscrizione all’istituzione scolastica”.

Nel favorire rapporti sempre più sinergici tra scuola e famiglia, va tenuta in debita considerazione l’apertura al dialogo con i genitori separati, affidatari e non, e la considerazione del diritto di questi ultimi a essere informati e coinvolti nei processi educativi che interessano i loro figli, come premessa necessaria alla valorizzazione della bigenitorialità.

Particolare rilievo assume in questi tempi l’orientamento personale, curricolare e professionale degli studenti, a partire già dalla Scuola Secondaria di I grado.

E’ auspicabile, pertanto, il coinvolgimento dei genitori nell’azione orientativa promossa dalla scuola e dai docenti anche attraverso un confronto diretto e costruttivo in vista della scelta del percorso secondario di II grado e terziario.

È necessario investire, quindi, in azioni continue e mirate di informazione e tutoraggio, specialmente nei periodi di transizione, affinché ai genitori sia data la possibilità di contribuire in modo consapevole all’orientamento dei figli.

4. Statuto delle studentesse e degli studenti: DPR 24 giugno 1998, n. 249, modificato dal DPR n. 235 del 21 novembre 2007

Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti è uno strumento operativo atto ad affermare e diffondere la cultura dei diritti e dei doveri tra gli studenti, tra i docenti e il personale ATA, i quali devono predisporre le condizioni per l’esercizio di tali diritti e per la tutela contro eventuali violazioni.

Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, approvato con DPR n. 249 del 24 giugno 1998, è stato oggetto di modifiche (DPR n. 235 del 21 novembre 2007) in particolare riguardo a: --‐ infrazioni disciplinari; --‐ sanzioni applicabili; --‐ impugnazione delle sanzioni; --‐ sottoscrizione del Patto Educativo di Corresponsabilità.

Ciò premesso, alle singole istituzioni scolastiche spetta il compito di:

- adeguare i regolamenti interni alle indicazioni e ai principi dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti;

- costituire e rendere operativo l’Organo di Garanzia interno alla scuola, del quale dovrà far parte almeno uno studente, eletto dal comitato studentesco (DPR 567/96 e successive modifiche); --‐

- consegnare ad ogni studente, all’atto dell’iscrizione, una copia dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, come disposto dall’art. 6 comma 2 del DPR 24 giugno 1998 n. 249; --‐

- diffondere una copia del Regolamento d'Istituto a tutta la comunità scolastica, dopo averlo elaborato e condiviso.

 

5. Organo di Garanzia regionale (art.5 comma 3, DPR 24 giugno 1998, n. 249, modificato dal DPR n. 235 del 21 novembre 2007-art. 5-bis)

La normativa prescrive l’istituzione di un organo di Garanzia regionale, che rappresenta l’ultimo grado di giudizio, con i compiti di controllare la conformità dei Regolamenti allo Statuto e il rispetto delle norme in esso disposte e di dirimere le eventuali controversie.

Tale organo, presieduto dal Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale o da un suo delegato, è composto da:

tre docenti

un genitore individuato nell’ambito del FoRAGS

due soggetti aggiuntivi che nella scuola secondaria di secondo grado, sono studenti

designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, mentre nella scuola secondaria di primo grado, sono genitori individuati nell’ambito del FoRAGS

 

Allegati: la versione originale e completa de " Nuove linee guida per la parteciapzione dei genitori a scuola"

 

 

 

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