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Il Bilancio Sociale

Uno strumento di forte aggregazione tra genitori e personale scolastico

IL BILANCIO SOCIALE

 

Un eccezionale incontro è stato quello che si è svolto a Milano il due marzo scorso: si sono ritrovati circa centocinquanta Presidenti dei Consigli di Istituto delle scuole milanesi; il trenta per cento degli invitati, a riprova che, se c'è un'opportuna informazione, i genitori partecipano volentieri e con grande voglia di fare e di cambiare la scuola, questa volta sono stati invitati personalmente tramite posta elettronica, senza le lungaggini dei vari passaggi cartacei delle segreterie. La manifestazione si è svolta costruttivamente e con ampia soddisfazione degli intervenuti, che hanno potuto approfondire insieme le nuove linee di indirizzo per la partecipazione e la corresponsabilità dei genitori.

 

Particolarmente coinvolgente è stata l'illustrazione del "Bilancio sociale" che il Ministro considera come un adempimento già affermato nelle consuetudini gestionali della scuola, affermando che: "Questo strumento, introdotto dalla Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica sulla rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche del 17 febbraio 2006, rappresenta per le scuole un'opportunità di apertura verso il territorio che consente una comunicazione più incisiva con gli stakeholder, in particolare con le famiglie".

 

Il dibattito tra i presenti si è protratto per quattro ore tra chi ha percepito quanto delineato dal Ministro come un'utopia lontana dalla realtà e chi, al contrario le ha lette come guida per un'azione di rinnovamento incisivo ed appagante. Molte sono state le segnalazioni di fatiche, delusioni, carenze e disfunzioni incontrate dai Presidenti nell'adempimento del loro compito, a cominciare dalla sottovalutazione della loro figura all'interno e all'esterno dell'istituto. Hanno denunciato che in molti casi sono ridotti a semplici "passa parola" nelle riunioni del Consiglio, nonostante che la proposta di riforma, approvata alla Camera da tutti gli schieramenti politici, individuasse nel Presidente, eletto con il concorso di tutte le componenti, il rappresentante, insieme al dirigente, della scuola a livello regionale e nazionale.

 

Nel lungo elenco delle lamentele degli intervenuti si poteva intravedere una sottesa problematica comune: nella scuola italiana sono molte le positività ed anche le eccellenze, i docenti son per la gran parte preparati e professionali, ma quando ci si imbatte in disfunzioni o incompetenze, inevitabili in tutte le grandi organizzazioni, non c'è una procedura chiara ed efficace per porvi rimedio. Da

 

Presidenti hanno protestato, segnalato, si sono confrontati, ma non hanno trovato soluzione e si sono dovuti affidare alla buona volontà del personale.

 

Sembra che la scuola si trovi nel mezzo del guado tra la riva, che ha lasciato alle spalle, della sottomissione all'autorità amministrativa statuale e l'approdo, sgradito e temuto, del confronto trasparente e fiducioso con i cittadini, destinatari del servizio. Come dire che è ancora lontano dalla realtà l'auspicio ministeriale che "la responsabilità sociale della scuola non si riferisce solo alla responsabilità nei riguardi delle istituzioni, bensì al dovere, nei confronti dei cittadini, di rendere trasparente l'esercizio dell'autonomia organizzativa e didattica". L'emancipazione raggiunta dalle scuole con l'autonomia e quella dei docenti perseguita attraverso la rivendicazione della libertà di insegnamento, non può diventare né autarchia istituzionale, né arbitrio didattico, lesivi del diritto all'apprendimento degli allievi e della libertà educativa dei genitori.

 

II Bilancio sociale si propone di evitare questa deriva distruttiva per la stessa scuola suggerendo di "coinvolgere le famiglie, quali interlocutori privilegiati, con i quali aprire un confronto critico su valori, finalità, obiettivi delle scelte educative e quant'altro riguarda la vita della scuola. Le famiglie, informa individuale o collettiva, potranno esercitare il loro ruolo propositivo ed esprimere le loro istanze, contribuendo significativamente e attivamente alla definizione dell'autonomia didattica e culturale della scuola".

 

Nella Direttiva, a cui fanno riferimento le linee di indirizzo si puntualizzano in modo dettagliato finalità, contenuti e procedure di rendicontazione, che dovranno essere definite nel bilancio, che "serve a rendere conto ai cittadini in modo trasparente e chiaro di cosa fa l'amministrazione per loro. Rispetto al bilancio tradizionale, che riporta dati economico-finanziari difficilmente comprensibili dal cittadino, il bilancio sociale deve dunque rendere trasparenti e comprensibili le priorità' e gli obiettivi dell'amministrazione, gli interventi realizzati e programmati, e i

 

risultati raggiunti". La stessa dimensione professionale di docenti e dirigenti "viene migliorata, in quanto orientata all'organizzazione del lavoro alla consapevolezza e al miglioramento dei risultati prodotti per i destinatari, valorizzando e sviluppando le competenze e fornendo nuove occasioni di motivazione e di responsabilizzazione degli operatori". Tra i contenuti vengono suggeriti: "i valori di riferimento che esplicitano la propria identità, la missione e la visione che orientano l' azione, i servizi resi, le risorse utilizzate e i risultati conseguiti con la loro gestione. Molto importante è la definizione del sistema di rendicontazione, attraversa rilevazione delle informazioni, integrata con il sistema di controllo, il coinvolgimento interno degli organi di governo fino al coinvolgimento della comunità nella valutazione degli esiti e nella individuazione degli

 

obiettivi di miglioramento. A partire dal linguaggio che dovrà essere "semplice, scorrevole e non ridondante", si dispone di curare la comunicazione improntata "al dialogo con i diversi interlocutori, facilitandone il coinvolgimento, fino alla raccolta di giudizi, valutazioni e commenti da parte dei destinatari attraverso questionari, indagini e sondaggi".

 

Il bilancio sociale è stato recepito dai Presidenti come fattore di rinnovamento e opportunità per rivalutare la loro stessa funzione, coinvolta in prima persona nella sua approvazione in Consiglio di Istituto. Infatti: "Nel quadro degli indirizzi di modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, particolare rilevanza assume ormai da anni l'adozione di iniziative e strumenti di trasparenza, relazione, comunicazione ed informazione volti a costruire un rapporto aperto e proficuo con cittadini e utenti.

 

 

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