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CATTIVE NOTIZIE SULLA SCUOLA IN LOMBARDIA

 

 

Con l’inizio del nuovo anno scolastico molti alunni e genitori in Lombardia si troveranno di fronte ad una sorpresa: l’accorpamento della loro scuola materna o primaria o media in un unico Istituto Comprensivo, spesso di notevoli dimensioni.

 

 

 

La causa sta nella delibera IX/3744 del 11/07/2012 della Regione Lombardia che , a differenza di altre regioni, ha recepito integralmente e sta applicando a tappeto e  senza eccezioni quanto fissato dalla Legge nazionale 111/2011 ( una delle manovre del Ministro Tremonti per fronteggiare la crisi finanziaria) all’ articolo 19, comma 4  poi dichiarato incostituzionale perché materia di competenza regionale.

 

 

 

L’obbligo di istituire sempre ed ovunque Istituti Comprensivi, unito alla soglia minima di 1000 alunni per istituto, ha infatti dato vita , quasi solo in Lombardia, ad Istituti molto grandi.

 

Aumentare le dimensioni degli istituti , con molte sedi, non è certamente positivo per la scuola: in molti casi i nuovi Comprensivi non saranno gestibili dal Dirigente con quella attenzione che è richiesta da Istituti complessi, con tre livelli di scuola ( materna, primaria, media).

 

Al contrario in molti casi, per situazioni territoriali, la “continuità didattica , che è lo scopo del comprensivo , non è  realizzata in concreto, ma la verticalizzazione viene fatta solo per il rispetto formale dei numeri, una ”forzatura quantitativa”, come affermava la Conferenza delle Regioni e Province autonome con documento del 27 /10/2011.

 

 

 

Nonostante l’obiettivo del risparmio fissato dalla Legge nazionale fosse già stato raggiunto e superato in Lombardia con i tagli dello scorso anno, quest’anno vengono attuati ancora pesanti tagli, quando l’emergenza economica è cessata, l’obiettivo raggiunto ed il Ministro ha detto “basta tagli sulla scuola”: perché in Lombardia si continua con un grave danno in un settore di importanza capitale per una scuola di qualità come  la presidenza? Perché la Lombardia è la più “brava” fra le regioni nei tagli alla scuola?

 

 

 

Alcuni dati numerici: 

·         Quest’anno  in Lombardia vengono cancellati 91 circoli didattici e 48 scuole medie ed istituiti 73 comprensivi con il  taglio di 66  presidenze, che, aggiunte a quelle del 2012/13 ,porta ad un totale di 125 presidenze soppresse quando l’obiettivo di risparmio fissato nel 2011 per la Lombardia era di tagliare 24 presidenze .

·         Dall’Allegato A al “Piano di organizzazione della rete delle Istituzioni scolastiche 2013/14 ( Del. IX/3744) in Lombardia  risultano circa 800.000 alunni su 792 Istituti Comprensivi .

 Escludendo gli Istituti in zone montane, per i quali vi è un valore più basso, vi sono circa 700.000 alunni e 662 istituti, con una media di 1056 alunni per istituto. 

Si tratta di un valore alto, visto che il MIUR considerava nel 2011 ottimale  una media a livello provinciale e regionale di 1000 alunni  ed il Dip. per l’Istruzione il 28/12/2012 (nota A00DGPERL n. 9826 ) parla di 900 alunni.

  

 Perché tutto ciò? Perche la Lombardia , mentre altre regioni hanno adottato il valore 900, ha scelto il 1000 e non come media, ma come “soglia” al di sotto della quali non si deve andare. 

·         Andando a vedere i singoli istituti la situazione peggiora ancora notevolmente: vi sono ben 196 Comprensivi oltre i 1200 alunni (pari al 24% del totale Comprensivi della regione); di questi 43 hanno più di 1500 alunni: si arriva alla aberrazione di istituti con più di 2000 alunni anche su 20 sedi !

     Occorre considerare l’esigenza di garantire un minimo di efficienza e di qualità  ai singoli istituti, cosa impossibile oltre certe dimensioni.

E’ possibile accettare tutto ciò come positivo per una scuola che voglia essere “di qualità” ?? crediamo proprio di NO.

E’ indispensabile che tutti , a cominciare dal Ministero , ma soprattutto a livello regionale, si intervenga per bloccare questa deriva pericolosa e ritornare a dimensioni di istituti più ragionevoli e che i genitori si mobilitino a difesa dei diritti dei loro figli ad avere una scuola in cui vi sia una figura di preside che non sia solo nominale ma effettivamente presente.

 

 

 

 

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