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Ministro Giannini a Milano all'Istituto Paritario Leone XIII - 19.05.2014

IMG 1805Incontro con Ministro al centro Leone XIII 19/05/2014

Sala piena zeppa, circa 300 persone. Si riconoscono i visi degli appartenenti alle associazioni lombarde di genitori, docenti, gestori ed alcuni volti noti dell’USR. Soprattutto tante  volti giovani
L’accoglienza è stata quella delle grandi occasioni con ampio spiegamento di studenti in divisa per indirizzare i partecipanti.
L’incontro comincia in perfetto  orario.
Il clima è quello di un incontro tra persone che amano la scuola e lavorano per la scuola e si spendono per l’educazione.

La ruota degli interventi si apre con l’amara considerazione che non esiste, o non dovrebbe esistere,  differenza tra scuole statali e paritarie.
“Educare vuol dire fare nuovo il mondo.  Il nostro obiettivo è quello di formare persone nuove. Gran parte delle persone coinvolte nella rete Ignaziana è fatta di laici che condividono la missione.
Per chi si spende dentro la scuola paritaria la persona viene prima dei numeri”.
Termina con una domanda al Ministro : “Perché altrove, anche nei paesi che si ammantano di laicità, si può parlare di libertà educativa ed invece in Italia ciò sembra ancora tabù”?

Prof.ssa Tona: “Questa scuola è presente dal 1893 a Milano, ispirato a Sant’Ignazio. Una tradizione plurisecolare che raccoglie una sfida importante. Con una parola distintiva di questa missione parlerei dell’accompagnamento nella formazione dei ragazzi e delle rispettiva famiglie, parole che si ritrovano anche nei recenti discorsi  del Ministro”.
“Esercizio quotidiano che non fa rumore”.

Suor Anna Monia  legge il saluto delle associazioni lombarde.

 

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Padre Franco Beneduce - Rettore della rete Ignaziana e segretario nazionale FIDAE, rappresentante anche nel Consiglio Nazionale dell’Istruzione.

“Sappia che a noi sta a cuore la scuola e stasera non si ribadiscono pretese e privilegi. La scuola cattolica era sulle frontiere, anche quelle più periferiche, ancor prima della presenza dello stato. Alcuni santi ben noti si sono dati da fare per togliere ragazzi dalla strada inserendoli nella formazione professionale.
Quindi la scuola paritaria è principalmente una questione di ricchezza culturale.
In seguito la Scuola non statale ha dato un contributo importante al nostro paese”.
“Il tempo è ristretto. Vengo dal sud e le assicuro che non c’è tempo”.

 

 

IMG 1817 Direttore Generale USRL - Francesco De Sanctis
"La scuola lombarda in generale è una scuola di eccellenza. Proprio oggi abbiamo visto i nostri dati e se fosse una nazione sarebbe all’ottavo posto OCSE. Gli ambienti di apprendimento sono ormai cambiati, aggiornati. Più del 50% delle nostre scuole lavora con una didattica digitale. Ciclicamente scambio le esperienze con Suor Anna Monia. Il rapporto paritaria/statale è 3:1
Prendiamo come esempio la scuola tedesca per la questione scuola-lavoro
il 29 maggio la scuola lombarda presenterà i risultati di una didattica digitali, in cui non è stata sostituita il cartaceo, ma in cui i docenti si avvalgono di nuovi strumenti orientati alla didattica".

 

 

IMG 1825Il Ministro

"Questa scuola prestigiosa ha avuto storia ed alunni importanti. Ha un modello educativo molto specifico".
Cita  Sant’Agostino sul compito educativo della scuola e del legame disceoplo e allievo.
"Parole semplici che io mi sentirei di condurre a quel legame fatto di rispetto e che lega generazioni di insegnanti e alunni. La visione di Sant’Agostino è acronica".

"Oggi assistiamo ad una sistematica sostituzione della conoscenza con l’informazione cose ben diverse.
Se l’insegnamento è contenuto di verità, nella necessaria attuazione noi dobbiamo capire se il paese sta incontrando un’emergenza educativa".

Introduco la mia visione e nel contempo le mie linee programmatiche.

Assistiamo all sottrazione di due elementi nel  lavoro della scuola:
1. dimensione culturale ed etica : 
fragilità del sistema come elemento di mobilità sociale 
perdita di formazione umana

La dispersione scolastica è in alcune regioni drammatica.
2. integrazione ed inclusione che la scuola deve avere. Don Milani diceva che la scuola deve rendere uguali le persone provenienti da paesi diversi. I BES sono numericamente fortemente correlati agli immigrati.
La dimensione conoscitiva  e tecnica trova qualche punto di ottimismo e di progresso. Bene l’uso della LIM e della tecnologia del tavolo interattiva per l’incrocio e l’innesto di antichi saperi e nuovi contenuti. Sulla dimensione conoscitiva però trovo ancora una inadeguatezza nella disparità nord-sud. Questo compito spetta al Governo che ha messo la scuola al centro del progetto politico.

Data questa analisi della situazione si deve elaborare un progetto educativo non nazionale bensì europeo cioè dei modelli antichi della civiltà occidentale.

Dobbiamo lavorare insieme ad un sistema integrato dell’educazione che restituisca la funzione pubblica dell’Istruzione all’essere portatrice di un bene comune, NON gestito dallo Stato. Perché l’Italia non è riuscita a dare una risposta al problema della libertà educativa? Perché la cultura del pregiudizio è più forte della cultura del giudizio!
La comunità e gli studenti devono poter scegliere e lo Stato deve gestire e controllare la qualità della scuola, evitando di opporsi ideologicamente.
Subito, prima di tutto,  al centro del dibattito va messa l’emergenza economica con la conferenza dello stato-regioni, potere che eserciterò immediatamente con 260 milioni in cassaforte.
Poi riprenderemo la riforma Berlinguer: l'Europa ci invita ad applicare il pluralismo educativo.
Al via l’accountability! Ma il sistema per questo deve essere valutabile oggettivamente.
Valutazione possibile vuol dire però gestione diretta degli Istituti, e autonomia.

Infine:
La scuola deve aprirsi! Negli spazi, aperti alla comunità e al quartiere: spazi sportivi, musicali che fanno della scuola il luogo ideale della conoscenza ma in stretto rapporto con la comunità.

 

 

 

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