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Andemm al Domm - Intervento di Richiedei, AGE

IMG 9864INTERVENTO  alla marcia “Andemm al Domm” Milano  13 aprile 2013
Giuseppe  Richiedei


Oggi, anche l’Associazione dei genitori con figli nelle scuole statali ha marciato con voi ed è qui in Piazza Duomo per chiedere con voi alle Istituzioni pubbliche, Stato, Regioni Comuni e a tutte le scuole di rispettare e valorizzare “la libertà di scelta educativa delle famiglie”.
Oggi si concretizza un sogno  : “ Una piazza duomo di Milano stracolma di famiglie con figli nella  scuola statale e nella  scuola paritaria;  tutte unite in favore della “libertà di scelta educativa delle famiglie”per tutte le famiglie, anche per quelle più poveri.
L’A.Ge. ha marciato volentieri con voi  soprattutto per tre motivi:

a – In Italia il diritto alla libertà di scelta della scuola non può essere esercitato da tutte le famiglie  in particolare non può essere esercitato dalle famiglie  più povere, perché non sono in grado di pagare le rette aggiuntive a cui sono costrette da uno Stato, che garantisce la gratuità solamente a chi frequenta le sue scuole.
Molte sono le famiglie che vorrebbero scegliere una scuola diversa, ma non possono farlo. Eppure la Costituzione stabilisce che : È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limita di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini”.  Lo Stato Italiano dovrebbe di conseguenza assicurare gli aiuti economici perché tutte le famiglie possano scegliere, indipendentemente dalle  condizioni economiche l’offerta formativa  che reputano migliore, secondo la propria coscienza nel contesto di una pluralità di offerte formative.
Il diritto educativo dei genitori fonda giuridicamente il dovere dello Stato ad aiutare le famiglie nella scelta della scuola,  a partire dalle più bisognose, che sono impedite ad esercitare il proprio diritto di scelta.
Da centocinquant’anni la scuola statale italiana sta barattando la gratuità del servizio in cambio della rinuncia al diritto dei genitori di scegliere. La povertà non giustifica l’imposizione di “un’educazione di Stato”.
Siamo qui oggi a ribadire che  quello educativo è un «un diritto non trasferibile e irrinunciabile,  per chiedere allo Stato che rimuova gli ostacoli economici sempre più gravi e pressanti, assicurando A tutte le famiglie italiane  la effettiva libertà di scelta della scuola.
 
b – Il secondo motivo della presenza di genitori con figli nella scuola statale  è che “il dovere e diritto dei genitori a mantenere, istruire ed educare i figli”  è affermato dalla Costituzione , ripetuto continuamente nelle leggi, ma è disatteso nelle scuole statali, dove le decisioni sono riservate quasi esclusivamente al personale docente in nome della libertà di insegnamento. La libertà di insegnare  dei docenti deve tener conto del diritto degli allievi di essere rispettati nel loro diritto ad apprendere e della libera scelta educativa delle famiglie.
L’autonomia, attribuita alla scuola, non è una soluzione organizzativa per una maggior funzionalità, ma risponde alla necessaria esigenza di lasciare spazi autonoma decisione alle tre libertà: degli insegnanti, dei genitori e degli allievi nel realizzare un progetto educativo più rispondente alle loro attese e alle loro esigenze.

La Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo  sancisce dal 1948 il diritto dei genitori di decidere in merito al tipo di formazione da dare ai propri figli.
Coerentemente le leggi italiane impongono che il Piano dell’offerta formativa (POF) sia definito con l’apporto di tutte le componenti scolastiche. (DPR 275 art 3).
-    Ancor più interessante è quanto afferma la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’infanzia, stravolgendo quanto sostiene l’opinione prevalente negli ambienti scolastici : “Gli Stati devono rispettare il diritto e il dovere dei genitori  di guidare  il fanciullo nell’esercizio del  diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione”.
Come dire che la libertà, il pluralismo, il pensiero critico dei ragazzi  è assicurato dalla libera scelta dei genitori, non dalla natura “pubblica = statalistica” della scuola
-  Non spetta allo Stato, né ai Comuni decidere i valori che devono presiedere alle attività educative, ma devono ascoltare e interloquire con quanto dicono e chiedono le  famiglie.
Dobbiamo avere il coraggio di denunciare la pretesa che si riscontra a volte di  imporre nelle scuole pubbliche “un laicismo relativistico” invece di un sereno pluralismo, capace di rispettare le convinzioni culturali e religiose  delle famiglie.
Noi siamo qui a chiedere che il nostro diritto di scelta educativa sia concretamente e coerentemente riconosciuto nelle scuole pubbliche, i genitori non sono solo degli utenti ma sono i primi educatore, sono  co – educatori  all’interno degli istituti scolastici.

c- il terzo motivo per cui anche i genitori con figli nelle scuole statali marciano uniti con i genitori con figli nelle scuole paritarie è quello che non vogliamo essere divisi e contrapposti a seconda del servizio scolastico frequentato dai nostri figli.
Siamo tutti genitori  , abbiamo tutti gli stessi diritti e doveri, siamo uniti dalla medesimo missione educativa, tendiamo tutti a difendere e perseguire la piena libertà di scelta educativa sia nelle scuole statali e in quelle paritarie
Se parte di noi hanno già la possibilità di scegliere non può essere motivo di contrapposizione, né di invidia, né di concorrenza.
Diventa, al contrario, motivo  perché  insieme ci impegniamo in una comune battaglia perché chi frequenta le scuole paritarie possa  essere sollevato dai pesanti e gravosi ostacoli economici attuali, perché anche gli altri, che lo desiderano, possano avere la possibilità di farlo.
Papa Francesco ci esorta ad uscire dal chiuso del nostro “proprium” per uscire tutti insieme nella scuola di tutti e per la scuola di tutti, per perseguire un autentico rinnovamento di tutta la scuola e un costruttivo protagonismo educativo per tutte le famiglie.

Concludo con un sincero grazie a voi, che in questi anni avete continuato a tener accesa nel cuore e nell’intelligenza di tutte le famiglie  italiane la consapevolezza del proprio dovere di educare i figli e l’orgoglio del proprio diritto alla libertà di scelta della scuola.
Chiediamo tutti insieme che anche  lo Stato Italiano rispetti e valorizzi la libertà educativa a livello giuridico ed economico, come accade in tutta Europa e in tutto il mondo libero.

13 aprile 2013
Giuseppe  Richiedei

 

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