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F.A.R.O. per l’orientamento - La Famiglia Aiuta i Ragazzi ad Orientarsi

Autore

AGe


Premessa

La nostra società sta attraversando una emergenza orientativa come testimoniano le numerose richieste di incontri, di interventi rivolti agli educatori familiari e scolastici. Aumenta pertanto la domanda di mettere in comune le esperienze; quella del genitore che si basa sulla conoscenza del figlio e dei suoi comportamenti “a casa”, quella dell’insegnante che è legata alla sua formazione specifica ed alla conoscenza del comportamento dei ragazzi “a scuola” e nel territorio.
La legge 128 – 2013, nel ridefinire i percorsi di orientamento per gli studenti iscritti “all’ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado e agli ultimi due anni delle scuole secondarie di secondo grado” coinvolge nella  “progettazione, realizzazione e valutazione dei percorsi di orientamento anche “le associazioni iscritte al Forum delle associazioni studentesche, maggiormente rappresentative”.
Le associazioni studentesche, però, sono attive soprattutto nelle scuole superiori, mentre nelle scuole secondarie di primo grado (medie) operano soprattutto le associazioni dei genitori, i quali  sono determinanti all’ottanta per cento, come dimostrano le ricerche statistiche, nella scelta dell’indirizzo scolastico superiore dei propri ragazzi preadolescenti.
Ruolo dei genitori:
Ne consegue la necessità pedagogica ed organizzativa che nelle iniziative di orientamento siano coinvolte anche le associazioni dei genitori, iscritte al Forum delle associazioni genitoriali (A.Ge).
Ascoltare i genitori, recepire le loro esigenze, farsi carico delle loro difficoltà, valorizzare i loro apporti educativi  significa incidere nel migliorare l’ottanta per cento delle scelte future. La collaborazione competente dei genitori in famiglia e a scuola non può che favorire  consapevolezza ed autostima dei figli in decisioni appropriate. Inoltre il coinvolgimento delle associazioni dei genitori nella scuola dell’obbligo, “in analogia a quanto previsto per le associazioni studentesche nella scuola superiore”, è già previsto anche in altre normative  vigenti (DPR 567 – 1996, Protocollo MIUR Associazioni dei genitori – 2007).
  Il documento (gennaio 2003) del Ministero “Le famiglia e la scuola orientano i ragazzi”   puntualizza bene ruoli e compiti dei genitori nella problematica impegnativa ed esigente dell’Orientamento. “Il compito dell’orientamento (aiuto a scegliere) e del riorientamento (aiuto a passare ad un altro percorso), è cruciale.  Non si tratta soltanto di condividere le responsabilità con le famiglie, ma di rendere più efficace un lavoro, spesso vanificato dall’orientamento “implicito” che l’immaginario delle famiglie consegna ai più giovani.
L’orientamento e il riorientamento vanno perseguiti dalla scuola e dai genitori  come obiettivi formativi in modo intenzionale e sistematico, per consentire ai soggetti più deboli di passare dalla sfiducia in se stessi alla consapevolezza e valorizzazione dei propri punti di forza. L'azione orientativa dei genitori significa promuovere la libertà del figlio quale soggetto costantemente in relazione con sé e con l'altro”.
Come associazione dei genitori, l’ A.GE. ha cercato di rispondere a questo bisogno con dei momenti formativi per genitori, perché crediamo che gli “educatori di casa” siano una risorsa per saper rispondere ai cambiamenti ed alle complessità della vita sociale che producono smarrimento e perdita di identità nei ragazzi.
I genitori, singoli o associati, svolgono un compito di:
 motivare alcuni genitori sulla problematica dell’orientamento,
 costituire un gruppo di genitori e insegnanti disponibili per  azioni concrete di orientamento
 raccogliere i bisogni dei figli – allievi, correlati alle attitudini e ai contesti di vita,
 progettare e cooperare a realizzare iniziative di orientamento assieme a ragazzi e docenti
 contribuire a costruire “reti collaborative” con le istituzioni e le realtà formative del territorio. 


Ruolo dell’associazione A.Ge.

Il “Progetto F.A.R.O.” intende concretizzare, in riferimento all’orientamento, quanto le normative prevedono in ordine alla “cooperazione tra scuola e genitori” e al compito delle Associazioni genitori nel presentare proposte per la stesura del Piano dell’offerta formativa (DPR 275 – 99) , nel gestire attività complementari (DPR 567 – 96), nello stabilire un rapporto continuativo con i responsabili della scuola. 
In seconda istanza l’A,Ge., in accordo con la scuola, è in grado di realizzare il progetto F.A.R.O. con l’apporto di propri “conduttori di gruppo”, che assicurino un servizio di “apprendimento cooperativo” nei riguardi dei “gruppi orientamento” costituiti nelle scuole.

Metodologia

Gli incontri sono organizzati non con l’intento di insegnare (top down) ma per porre l’accento sull’apprendimento attraverso la messa in comune delle reciproche esperienze e conoscenze in un  “Workshop bottom up”, dove non ci sono primi o secondi né vincitori o vinti ma dove tutti partecipano attivamente  in una sorta di laboratorio progettuale in cui il confronto e la capacità di ascolto consentono che  ognuno impari qualcosa dall’altro. E’un laboratorio riservato ai genitori ed agli insegnanti, per confrontare le proprie pratiche educative in modo che le loro esperienze, le loro intuizioni e le loro capacità possano essere valorizzate. I genitori e gli insegnanti sono coinvolti tramite l’utilizzo di tecniche attive in modo da favorire la comunicazione ed il coinvolgimento nel processo di rielaborazione.
Esercitazione individuale tramite griglie strutturate che aiutano la discussione:
 Analisi di casi (presentazione di una situazione problematica che necessita una soluzione favorendo un apprendimento basato sulla logica del “problem solving”);Brain storming;Tecnica del “post it” Role Playing;Team Work.

Contenuti
 1^ Sessione:
 Conoscenza di sé ed autostima sui quali si basa il processo educativo.
 Aspettative, bisogni, valori e comportamenti.
 Motivazione e conseguenze della mancanza di motivazione.
 2^ Sessione
 La comunicazione assertiva e le barriere alla comunicazione.
 Pregiudizi e stereotipi
 I diversi stili relazionali: migliorare la propria capacità di ascolto e di comunicazione attraverso l’apprendimento pratico dei diversi stili relazionali.
 Esercizi di role playing
3^ Sessione
 Il processo di autonomia: accoglienza, rispetto delle regole, libertà di scelta.
 Dal disorientamento all’orientamento: il contesto giovanile
 L’identità individuale e di genere.
 La relazione con gli altri, identità sociale.
 L’orientamento e la speranza nel futuro.

Valutazione
La valutazione dei Workshop è fondamentale ed avviene su tre livelli:
1) Verifica del processo. E’ importante avere dei riscontri da parte dei partecipanti attraverso una griglia di valutazione. La scheda di verifica serve a capire se il lavoro proposto è risultato interessante oppure se è necessario adattarlo meglio ai bisogni del gruppo.
2) Verifica finale. Avviene tramite un questionario finalizzato all’autovalutazione degli obiettivi dei workshop.
3) Verifica globale. Valutazione dell’esperienza sulla base della relazione dei conduttori integrata dall’analisi delle considerazioni emerse dai questionari compilati dai partecipanti.

Per saperne di più

A.Ge Milano tel 02 58322222 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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