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Cambiamenti in atto

Nella scuola aperta
    
    La scuola italiana sta cambiando radicalmente: per le attività che vi si svolgono, per le logiche organizzative, per un modo diverso di incontrarsi tra le persone.
Con l'approvazione definitiva del Regolamento dell'autonomia, con lo Statuto delle studentesse e degli studenti, con la Carta dei Servizi, con il Patto educativo di corresponsabilità, con il Bilancio sociale, con la scuola aperta (legge 128 – 2013) si viene a delineare "una scuola delle autonomie", dove tutte le componenti (docenti, studenti, genitori e dirigenti..,) sono corresponsabilizzate nelle attività.
II Regolamento dell'autonomia didattica prevede che "i collegi docenti tengano conto delle proposte e dei pareri formulati dalle associazioni, anche di fatto, dei genitori e degli studenti". Vi troviamo affermati ad un tempo il rapporto dinamico tra l'offerta formativa della scuola e le domande di studenti e genitori. Vi si raccomanda la cooperazione tra personale scolastico, genitori e studenti a condizione che ogni componente assuma le proprie responsabilità.
La legge 128 – 2013 rilancia “il prolungamento dell’orario scolastico per gruppi di studenti per le scuole di ogni ordine e grado al fine di evitare fenomeni di dispersione scolastica” Non si tratta di una novità in quanto “la scuola aperta” è un’iniziativa proposta a più riprese da altri Ministri, ma che ebbe scarsa applicazione pratica a causa degli ostacoli frapposti dalla burocrazia e dalla scarsa collaborazione tra personale, famiglie ed  Enti locali. Questa può essere la volta buona soprattutto se si riuscirà a concretizzarla con l’indispensabile flessibilità organizzativa che permetta di commisurarla alle effettive esigenze  “del gruppo di studenti che aderiscono alla proposta in vista di raggiungere precisi obiettivi di integrazione per il rafforzamento delle competenze di base e linguistiche e di promozione della pratica sportiva, quale fattore di benessere individuale, coesione sociale”. 
Nella legge si conferma, pure, il coinvolgimento delle “associazioni studentesche, iscritte al Forum” che erano state chiamate in causa fin dal 1996 con il DPR 567. Infatti le associazioni possono essere fattori importanti di promozione del protagonismo degli studenti che non si limitino ad adattarsi alle proposte della scuola, ma ne assumano, almeno in parte, la responsabilità con opportuni spazi di creatività ed inventiva che permettano di rispondere al meglio alle loro aspettative.
  Dato che si prevede  il  prolungamento dell’orario anche nelle scuole dell’obbligo (primarie e secondarie di primo grado) dove non operano associazioni studentesche, ne consegue che nell’organizzare il prolungamento dell’orario scolastico siano coinvolte  le associazioni dei genitori  “analogamente a quanto previsto nelle superiori  per le associazioni degli studenti” (DPR 567 – 1996 art.5). Il coinvolgimento delle associazioni genitori, infatti,  è suggerito, auspicato, incoraggiato anche da normative precedenti,  in gran parte inattuate, soprattutto a causa della scarsa consapevolezza delle famiglie in ordine agli spazi di collaborazione e partecipazione che le norme garantiscono loro.
“Si possono tener aperte le scuole nel periodo di sospensione dell’attività didattica, dell’interruzione estiva, nel pomeriggio e nei giorni festivi, secondo le modalità previste dal Consiglio di circolo o di istituto, in conformità ai criteri generali stabiliti nelle convenzioni con i Comuni e le Province (DPR 567 /1996 e D.M. 42 /2007). Ne consegue che le famiglie possono richiedere attività aggiuntive (opzionali e facoltative) e far presenti le loro difficoltà nell’armonizzare i tempi scolastici e la cura dei figli. La scuola, attraverso il Consiglio di Circolo/Istituto, se ne può far carico, tenendo presente che gli edifici scolastici sono a disposizione delle esigenze della comunità, anche nelle giornate di vacanze.
La circolare (prot. 4026/P5 del 29 agosto 2007) stabilisce che “Con riferimento agli alunni della scuola, il prolungamento dell'orario di apertura deve essere finalizzato alla realizzazione di:
a) corsi di recupero di debiti formativi maturati negli anni precedenti,  corsi di sostegno e di aiuto allo studio, la promozione delle eccellenze; l'apprendimento pratico della musica e dell'arte; il teatro, le arti figurative, la musica, il canto, le attività sportive e quant'altro risponda a concrete esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie, per contrastare la disaffezione allo studio, per potenziare il senso di appartenenza alla scuola, per favorire una interazione sistematica ed una corresponsabilità educativa fra scuola e famiglia.
La stessa circolare puntualizza che “Parimenti necessario sarà il preventivo esame delle iniziative congiuntamente con le famiglie, anche per il tramite delle associazioni di rappresentanza. Tutte le azioni, ovviamente, saranno preventivamente deliberate dagli organi collegiali competenti della scuola”.
 Quest’ultima disposizione riveste un’importanza fondamentale: stabilisce, infatti, che le iniziative siano preventivamente vagliate dalle associazioni dei genitori, con i figli che frequentano quella scuola. Come a dire che possono andare bene le attività organizzate dalle varie associazioni sportive o educative,  ma solo se i genitori dei ragazzi le approvano ”preventivamente”. La titolarità educativa dei genitori non può essere sottovalutata né dal Dirigente scolastico, né dal Sindaco tutti sono “sussidiari” al diritto educativo delle famiglie.
Altro aspetto interessante è lo stretto legame stabilito tra le associazioni genitori che “esaminano preventivamente” le attività e gli Organi Collegiali che le “approvano”. Come a dire che i rappresentanti dei genitori, presenti nei Consigli, non dovrebbero decidere in modo “individualistico e improvvisato” ma dovrebbero mantenere  un rapporto continuativo con le loro associazioni.
La stessa normativa si fa carico anche delle difficoltà organizzative più puntuali come : “la necessità che siano assicurati i servizi di vigilanza, portierato e custodia degli edifici, dei laboratori, delle palestre, nonché le prestazioni anche oltre l'orario ordinario di servizio del personale addetto al loro funzionamento necessario per garantire l'efficace  svolgimento delle attività programmate (art 5 del Prot. 4096 – 2007 Scuole aperte). Per i docenti e il personale di ruolo queste attività si configurano come “attività aggiuntive, facoltative e compensate”, per cui possono aderire o meno, ma nel caso che non accettino di aderire, la scuola può ricorrere a “collaborazioni esterne, al fine di garantire nelle scelte la centralità dei bisogni formativi dello studente” (art.4 D.M. 42 – 2007).
Persino la carenza di fondi può, secondo lo stesso decreto,  essere superata: ”Il Consiglio di istituto approva il piano di fattibilità dei corsi sulla base della consistenza delle risorse a tal fine disponibili nel fondo di Istituto, comprese le erogazioni liberali  dei genitori” (art. 5 D.M. 42 – 2007). Tenendo conto che i contributi volontari dei genitori rappresentano già da molto tempo una fonte importante di finanziamento delle scuole,  si tratta di esigere che i propri versamenti siano utilizzati per “l’ampliamento dell’offerta educativa, rispondente alle esigenze delle famiglie” e di non tollerare che vengano utilizzati per sopperire ad altri impegni di spesa.
Il prolungamento dell’orario di apertura delle scuole è previsto anche per “attività culturali, educative, ricreative, sportive in favore dei genitori degli studenti che frequentano la scuola … La scuola in tal modo si riappropria del ruolo di centro di promozione culturale, relazionale e di cittadinanza attiva nella società civile in cui opera, creando occasioni sistematiche di formazione.” Si possono organizzare corsi di formazione per genitori riguardanti l’educazione e la partecipazione scolastica, cominciando a formare i presidenti dei consigli in modo che siano consapevoli dei loro compiti e possano far valere davvero il diritto – dovere dei genitori.
  Risulta evidente come gli spazi di intervento per i genitori si allarghino notevolmente nel definire l’orario, le attività e il  calendario scolastico della propria scuola in risposta alle esigenze dei ragazzi, alle difficoltà organizzative delle famiglie e alla complessità dei servizi territoriali. Strutturando  i tempi e le attività in collaborazione tra operatori e utenti diventa più facile organizzare il servizio scolastico che sia più apprezzato e proficuo per tutti.
Di conseguenza in ogni istituto agli Organi Collegiali tradizionali si affiancano le associazioni con il compito di preparare i genitori e gli studenti ad una partecipazione competente, di costruire reti collaborative, di assicurare sostegno adeguato alle loro richieste ed esigenze.
 
 
Le associazioni sono coinvolte nel costruire progetti integrati di attività educative, ricreative e culturali in favore dei minori e degli adolescenti (DPR 567 96).
I locali scolastici sono disponibili nei pomeriggi e nei giorni feriali e festivi (DPR 567 96). Ogni istituto scolastico può svolgere attività di formazione per giovani adulti e per genitori (DPR 275, art. 9), sovvenzionate dalle scuole e dagli Enti Locali (DL 112 98).
Di fronte a così numerose sollecitazioni ed opportunità si percepisce di essere di fronte ad una sfida da affrontare da parte di famiglie e studenti con disponibilità, inventiva ed impegno, che sia ad un tempo culturale ed operativo


Nel territorio

Gli Enti Locali (Comuni, Province, Regioni) a loro volta hanno accresciuto notevolmente gli spazi di intervento in settori delicati, finora di esclusiva pertinenza della scuola, come l'educazione alla salute, l'orientamento, la formazione permanente, la lotta alla dispersione scolastica... (DL 112 98).
Nei progetti "per la promozione del diritto dell'infanzia e dell'adolescenza" gli Enti Locali promuovono iniziative formative, destinate ai minori ed agli adulti, con possibilità di utilizzare i locali scolastici (L. 285 97).
Molte agenzie educative, associazioni sportive e culturali hanno stipulato convenzioni con il Ministero della Pubblica Istruzione, dichiarando la propria disponibilità a collaborare con la scuola dell'autonomia, per organizzare attività integrative, sportive... all'interno degli edifici scolastici, durante gli orari scolastici e parascolastici (CONI, CSI, ACLI....
C'è quindi bisogno che famiglie, studenti ed associazioni diventino interlocutori attivi nel definire le attività formative. Il confronto è possibile in apposite consulte locali, per un rapporto collaborativo con le amministrazioni. In tali sedi è possibile farsi carico di presentare proposte ai responsabili dei servizi pubblici.
Tra istituzioni ed organizzazioni sociali è possibile organizzare vari progetti (sport, tempo libero, formazione, orientamento... finalizzati a rispondere alle diverse esigenze.
L'associazionismo, nel nuovo contesto, diventa strumento a disposizione di studenti, di genitori e di operatori sociali e sportivi per rapportarsi direttamente con le istituzioni, per definire insieme linee orientative, per intervenire concretamente sui problemi.

 

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