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Spazi di iniziativa delle associazioni

compila il progetto XSNel sistema formativo che si sta delineando i protagonisti dell'educazione sono molteplici e la proposta formativa va ricondotta all'unitarietà non attraverso burocrazie verticistiche ma con forme di collegamento che integrino l'apporto delle famiglie, degli studenti, delle associazioni, della scuola e delle comunità locali.
Nello specifico le associazioni e le agenzie varie possono fare gruppo di proposta e di servizio per le diversificate esigenze e situazioni.
Diversamente i ragazzi rischiano di essere "delegati" alle istituzioni e alle amministrazioni senza disporre di quell'apporto familiare e comunitario, che natura e scienza dimostrano essere insostituibile. Genitori, studenti e operatori potrebbero essere esclusi da quanto decidono presidi ed assessori per l'educazione alla salute, l'orientamento, lo sport, il si fanno più ricchi e funzionali, le famiglie e le comunità non possono tirarsi indietro
 
E’ opportuno stabilire alleanze più ampie tra varie associazioni culturali e sportive (A.Ge, MSAC, CSI, AGESCI, CeFES) per un lavoro comune, per un patto collaborativo al fine di arricchire l'esperienza dei ragazzi. Uno stile collaborativo tra genitori, studenti ed animatori permette di concordare tra loro le iniziative da presentare, poi, alla scuola e agli Enti Locali.
Nei progetti comuni, genitori e studenti possono contare sull'apporto professionale degli operatori, preparati in campo sportivo teatrale, musicale e formativo.A loro volta gli animatori hanno modo di apprezzare il protagonismo di genitori e studenti preparati a dialogare con i loro responsabili politici ed amministrativi.
Il segno di novità sta nel fatto che da una parte gli esperti possono rapportarsi con giovani e famiglie che sono disponibili a dare del proprio in idee ed impegno, dall'altra studenti e genitori hanno le garanzie di essere affiancati da operatori attenti ai valori educativi e non solo competenti a livello tecnico e professionale.
 
Le associazioni, insieme, possono:
definire proposte ed individuare esigenze collettive da presentare poi alla scuola ed agli Enti Locali;
stendere progetti di formazione per giovani e per adulti (scuola genitori, educazione alla salute...) e attività complementari rivolte agli allievi (attività sportive e ricreative, lingua straniera corsi di recupero estivi, educazione musicale, informatica, scuole bottega, centri di aggregazione pomeridiani per ragazzi.../;
coinvolgere i rappresentanti dei genitori, degli studenti e dei docenti, in modo che si facciano promotori dei progetti all'interno dei Consigli di classe, dei Consigli di istituto, delle Consulte comunali, provinciali, regionali e nazionali.
Nel presentare i progetti va ricordato che:
 le attività possono essere gestite "in convenzione con le scuole all'interno degli edifici scolastici (DPR 567 96; ).
 Una volta che le attività sono approvate dai Consigli, si possono definire le convenzioni tra le associazioni e le scuole, prevedendo finanziamenti da parte degli stessi istituti;
 Nel caso che i Consigli di Istituto e di Circolo approvino le iniziative, senza prevedere appositi finanziamenti, allora spetta alle associazioni trovare forme di autofinanziamento, secondo la disciplina del nonprofit del DL 460 97, e organizzare le iniziative, richiedendo soltanto l'utilizzo della palestra o dei locali.
 Tenuto conto che anche gli Enti Locali possono organizzare attività educative per "bambini ed adolescenti" (L 285 97 e DL 112 98) le Associazioni possono proporre ed organizzare le attività in convenzione con loro, utilizzando i locali scolastici (centri di ascolto per adulti e per giovani, ludoteche, centri famiglia, forme di autoaiuto tra le famiglie per l'assistenza ai ragazzi, educazione ambientale, interculturale...).

 

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