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Progetto "Valorizza" - I genitori valutano la scuola

Allegato :
Scheda "Valorizza" destinata alla valutazione da parte dei genitori predisposta dal MIUR

di Giuseppe Richiedei

Negli anni 2011 sono stati avviati in alcune scuole due progetti sperimentali molto interessanti per i genitori: il primo annuale, che valorizza la qualità delle prestazioni professionali dei singoli docenti, il secondo triennale che intende premiare l’azione svolta dalla scuola nel suo insieme, con un beneficio fino a settantamila euro.

Il primo, denominato “Valorizza” ha coinvolto trentatre istituti in tre Regioni, ha individuato duecentosettantasei docenti meritevoli su novecentocinque candidati. 
I docenti meritevoli hanno ricevuto il beneficio di una mensilità in più di stipendio.

I progetti, in verità, hanno coinvolto poche scuole, ma rappresenta una svolta di grande valore culturale, in quanto supera i pregiudizi, rafforzati da una tradizione decennale, per cui i docenti sono pagati solo in base alla loro anzianità di servizio e non per la qualità dell’insegnamento e le scuole ottengono i finanziamenti a pioggia su base statistica, indipendentemente dai risultati raggiunti.

L’elemento ulteriore di grande  novità è costituito dal fatto che in entrambi i progetti sono coinvolti i genitori, superando un altro pregiudizio radicato, secondo cui essi sono “incompetenti” per valutare gli insegnanti e il servizio scolastico ricevuto.

Nel progetto “Valorizza” più dell’ottanta percento dei genitori ha partecipato, compilando la scheda di rilevazione delle loro opinioni sugli insegnanti. L’opinione genitoriale è rientrata, accanto ad altri elementi come il curricolo professionale del singolo docente, nella valutazione finale che viene deliberata da un comitato apposito, composto dal dirigente e due docenti eletti.

Il coinvolgimento dei genitori si basa sul principio della “reputazione” di cui gode il docente, la loro opinione su di lui costituisce un elemento importante nella valutazione del merito. In pratica si chiede al genitore di esprimere sulla scheda “un voto di preferenza nei riguardi di tre docenti”, tra quelli che insegnano nella classe del figlio.

Non è obbligato, ma può esplicitare le motivazioni di tale preferenza tracciando una croce su alcune di quelle riportate nella stessa scheda nel modo seguente: “L’insegnante che ha indicato si è distinto/a in particolare perché: con lui/lei gli alunni ottengono ottimi risultati, sa mantenere la disciplina, con lui/lei gli alunni studiano più volentieri, è capace di far lavorare in gruppo gli alunni, usa metodi e strumenti innovativi, ha buoni rapporti con le famiglie, altro (indicare) ...

Si può osservare che le motivazioni elencate non hanno nulla di raffinato né a livello didattico né pedagogico, ma sono semplicemente dei rilievi immediati ed evidenti, che ognuno può cogliere nella quotidiana frequentazione della scuola. In questo modo si dà rilevanza alle opinioni, che da sempre hanno circolato tra i genitori. Fossero riuniti in crocchio all’uscita dei ragazzi o dovessero scegliere la scuola a cui iscrivere i figli, da sempre i genitori si sono affidati “alla reputazione” che quella scuola o quell’insegnante godevano.

In questo modo si favorisce l’emersione in trasparenza di quanto i genitori comunque pensano dei propri docenti. Fino a ieri tali opinioni erano considerate inconsistenti e trascurabili, ora diventano elemento importante di valutazione del merito degli insegnanti, i quali non potranno non tenerne conto per rapportarsi in modo più appropriato e costruttivo nello svolgimento della loro professione. Nei progetti il consenso di cui gli insegnanti godono tra i genitori, diventa, quindi, fattore di cambiamento, di innovazione e di miglioramento continuo.

La reputazione, in fondo, è alla base della stessa scelta che ognuno di noi esprime con il voto politico, ci si affida per lo più a una delle opinioni, che viene propagandata sui governanti, molto raramente ci è possibile un riscontro competente e specifico del loro operato.

I due progetti sperimentali, al di là dei loro limiti e carenze, delineano un’interpretazione nuova e più significativa della partecipazione dei genitori alla vita scolastica, essi non sono solo i co- educatori e i concittadini dei docenti, ma diventano il riscontro indispensabile di verifica della qualità professionale, che non sia solo dichiarata dagli addetti ai lavori, ma che sia anche percepita dai destinatari del servizio.

L’esperienza dei due progetti suggeriscono di superare i pregiudizi culturali e le chiusure corporative anche nelle altre scuole. I genitori sono sollecitati a chiedere che anche nelle loro realtà venga finalmente tenuta in dovuta considerazione la loro opinione, con modalità analoghe a quelle sperimentate. In verità sono orami quindici anni che “la carta dei servizi scolastici” obbliga tutte le scuole a verificare la “costumer satisfaction dei genitori e degli studenti” a fine di ogni anno scolastico, ma sembra che siano ancora poche quelle che lo fanno e spesso in modo troppo formale e asettico.  Dopo queste sperimentazioni è auspicabile che in tutte le scuole si perfezioni il rapporto con le famiglie, tenendo in maggior considerazione la loro stima ed apprezzamento, perfezionando contenuti e modalità nel rilevarne i pareri e le proposte di miglioramento.

Vedi la  Scheda "Valorizza" destinata alla valutazione da parte dei genitori predisposta dal MIUR

 

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